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Raffaela Millonig: “Animali e cucina, le mie passioni”

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La scrittrice e traduttrice Raffaela Millonig

Si possono amare così intensamente gli animali tanto da fondare un’Associazione dedicata al loro smarrimento e ritrovamento? Si può coltivare una passione per la cucina tanto da scrivere un libro per una scuola alberghiera? Risposta affermativa per la scrittrice e traduttrice Raffaela Millonig che è riuscita a conciliare passioni e lavoro. Daily Green l’ha intervistata per conoscere meglio le sue attività tra i fornelli e il suo impegno in favore degli animali.

Raffaela Millonig, tra animali e natura

Raffaela, prima di tutto volevo darti il benvenuto sulle pagine del nostro web-magazine chiedendoti di presentarti ai lettori. In quindici righe, come ti descriveresti?

Mi viene da sorridere perché rispondere a questa domanda è tanto bello quanto difficile: vorrei evitare le conseguenze del proverbio “chi si loda, s’imbroda” e nemmeno apparire per quello che nessuno di noi vuole essere, ossia “insignificante”. La prima cosa che mi viene da rispondere è che sono sicuramente una persona che ha avuto la fortuna di vivere più esistenze in una vita sola, complici i miei genitori che, per motivi di lavoro o vacanza, erano spesso in viaggio (ho una media di 1 trasloco ogni 3 anni, di città in città e anche di nazione in nazione!). Apprendere le lingue m’è venuto quindi abbastanza naturale, e anche imparare a cavarsela da soli (e a sopportare anche la solitudine…) tanto quanto dover imparare in fretta cosa significa essere stranieri in terra straniera. Il concetto di tolleranza, come tanti altri valori, s’impara meglio e più in fretta se vissuto di persona. Sulla scia di mamma&papà ho avuto la fortuna di ricevere un’educazione all’antica (per certi versi sicuramente anche antiquata) ma le visite, a suo tempo noiosissime, a musei, chiese e castelli hanno formato in me un senso estetico per il bello che oggi sono contenta di avere e di poter anche applicare. Ma nessuno di noi è solo bello! Il mio lato peggiore? Sicuramente la rabbia ma ho scoperto che, gestita bene, può essere un’utile risorsa! A volte sono precipitosa tanto quanto sono sincera e capace di tenere per me le confidenze che mi fanno altri. Penso di essere una buona osservatrice senza rasentare la curiosità fine a sé stessa. Sono volitiva, molto, fino a rasentare la più ostinata cocciutaggine. Sono in grado di aspettare anni pur di raggiungere un obiettivo. A volte, però, ho aspettato troppo a lungo…

Parliamo del tuo libro Coppia con gatti (Rupe Mutevole, 2015). Scorrendo le pagine del volume, non può sfuggire che, ancora una volta, questi affascinanti animali hanno una funzione centrale nelle vicende delle persone. Secondo la tua esperienza, i nostri amici animali a quattro zampe hanno un loro linguaggio tramite il quale cercano di esprimersi e comunicare con noi umani?

Sento spesso dire che agli animali manchi solo la parola. Non è affatto vero! Gli animali si spiegano benissimo, siamo noi umani a essere duri d’orecchi e miopi. Certo, il cane è più facile da capire nel suo linguaggio, il gatto è indubbiamente più ermetico ma se qualsiasi felino viene lasciato vivere rispettando la sua dignità e personalità, è in grado di manifestare in modo palese molti dei suoi stati d’animo. Coppia con Gatti è un racconto autobiografico in cui descrivo la personale esperienza di come i miei primi animali mi insegnarono a capire l’universo GATTO. Certo, per imparare una lingua bisogna studiarla, teoria e pratica sono necessarie entrambe; quindi leggere libri di etologia e anche anatomia è importantissimo ma il linguaggio felino di base è talmente facile da imparare che in una trasmissione televisiva riuscii a trasmettere in pochi minuti l’abc del “felinese”:

Quello che però sfugge a più sono le nozioni relative a conoscenze più approfondite e riferite al funzionamento dei cinque sensi. Un unico esempio per rendere l’idea: i gatti non riconoscono i loro proprietari tanto con la vista bensì con l’udito. E un altro trucco per capire cosa il Vostro gatto Vi sta dicendo, è quello di osservare non solo il musino ma anche le posture della sua coda.

Dando un’occhiata alle tue numerose attività, oltre agli animali e alla scrittura, ne noto una alquanto interessante: la cucina.

Sin da piccola mi piaceva stare in cucina ad aiutare mia madre. Non era una cuoca professionista ma era brava e aveva il pregio di voler imparare a cucinare i piatti tipici dei luoghi in cui di volta in volta vivevamo. I capricci a tavola da noi erano assolutamente banditi. La cucina “etnica”, così come viene chiamata oggi, per me è sempre stata la cucina di casa! Col tempo ho sviluppato un interesse anche per la storia e l’evoluzione della società e dei costumi, la mia biblioteca si è arricchita di testi e, infine, sono stata incaricata io stessa di scrivere il testo di studio per una scuola alberghiera in cui illustravo agli allievi le particolarità e specialità delle cucine dei paesi membri della Comunità Europea. Poi, insieme al mio compagno di vita, ci è capitata l’occasione di andare a vivere in campagna. A dire il vero è stato un vero e proprio “rischiatutto” perché in cambio di un bilocale da 64 metri quadri in pieno centro storico abbiamo investito qualsiasi centesimo per una casa da ristrutturare.

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Raffaela Millonig con uno dei suoi gatti

Un vero colpo di fulmine perché mi sono immedesimata in questa casa che, sin dall’inizio, mi guardò e, parlandomi in silenzio, mi disse: “Fammi tornare bella!” Poco alla volta e con fatica enorme l’abbiamo fatta rinascere, ora accoglie Amici e Ospiti, è stata set televisivo per diverse puntate della trasmissione televisiva Su la Zampa in cui ho parlato del linguaggio degli animali e ora sono da un anno la cuoca in carica della rubrica di cucina. È bello poter dare sfogo alle proprie passioni per la gioia dei telespettatori che mi seguono tra fornelli e campi quando vado alla ricerca di erbe spontanee e acquatiche commestibili.

Tornando sul discorso riguardante gli animali, ti andrebbe di parlaci dell’associazione no-profit Animali persi e ritrovati?

Nel dicembre 2003 smarrii il mio gatto. Uscì di casa senza fare ritorno e fu un dolore allucinante. Ecco, quello che sono, penso si capisca proprio dall’evoluzione di quella vicenda. Ero distrutta e nonostante tutto iniziai a pensare a cosa potevo fare per evitare agli altri quello che stava succedendo a me. L’Associazione nacque così, con l’aiuto di due ex colleghi di lavoro e mentre io alternavo ore di pianto a ore passate ad appendere volantini segnaletici, cercavo di capire come concretizzare il mio progetto che era decisamente pionieristico per i suoi tempi perché puntava interamente sulle risorse informatiche allora disponibili.

Fu una duplice storia a lieto fine perché ritrovaii il mio gatto e l’Associazione Animali Persi e Ritrovati è a tutt’oggi l’unica Associazione che a livello nazionale si occupa esclusivamente, e a titolo gratuito, di aiutare le persone che hanno smarrito o trovato un animale da compagnia vagante. E siamo anche gli unici in grado di redigere delle statistiche (ho anche il pallino delle statistiche, si). A volte ci siamo impegnati anche per altre cause, come quella volta con cui diffidammo il Ministero delle Finanze a erogare finalmente il 5×1000. Se oggi questo flusso vitale continua ad aiutare Associazioni benemerite che altrimenti non potrebbero prodigarsi per aiutare gli altri, ecco, è merito nostro.

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