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Santiago del Cile, il ‘verde inchiostro’ di Neruda

Siamo ai piedi delle Ande, nella città sudamericana del momento: Santiago del Cile. Caotica, eclettica e al contempo ricca di storia e di sorprendenti verdi spazi, la capitale cilena è un tripudio di contrasti. Una città che, sebbene dipinta da molti occhi critici come opaca e decadente, non smette mai d’incantare turisti da ogni dove. La città dei “però”. Impossibile non rimanerne affascinati: perfino l’innegabile degrado di certi suoi angoli, infatti, richiama attenzione e una patina di nostalgica bellezza, grazie anche ai numerosissimi murales e graffiti che, ad ogni passo, colorano e decorano la maggior parte dei suoi palazzi.

Vero museo di street art a cielo aperto, Santiago del Cile è anche una meta esclusiva non solo per l’enogastronomia (grazie alla sua rinomata cucina creativa e ai suoi preziosi vigneti) ma anche una destinazione must per tutti gli appassionati del grande poeta cileno Pablo Neruda.

La figura più importante della letteratura del XX secolo è, infatti, ancora un’istituzione per tutta la capitale. Il suo indimenticabile volto campeggia dappertutto: sulle statue, sui murales, sui muri dei musei e degli stessi edifici sparsi per i vicoli più nascosti.

Per entrare pienamente in contatto con il passato dello straordinario poeta cileno – da sempre conosciuto per la sua capacità di scrivere solamente ricorrendo ad una penna ad inchiostro verde – la tappa da non perdere resta, però, indiscutibilmente, “La Chascona“: la residenza immersa in un singolare cortile-giardino, che il poeta fece costruire nel quartiere Bellavista e dove visse in compagnia della sua amata Matilde Urrutia, fino alla fine dei suoi giorni.

“La Chascona”, la casa-museo di Neruda

Situata ai piedi del cerro San Cristòbal, a pochi metri dall’ingresso della storica funicolare che conduce ad una delle più belle viste di Santiago e di tutte le Ande, “La Chascona” è un luogo di straordinaria valenza letteraria e bellezza architettonica e culturale.

Neruda iniziò a progettarla nel 1953 in onore del suo grande amore, a quei tempi segreto, Matilde. La scelta del nome, infatti, non è un casuale: “La Chascona” era il soprannome con il quale il poeta era solito chiamare teneramente la sua amata, in virtù della sua ribelle chioma rossa.

 

La casa di Santiago del Cile riflette tutta la verve poetica del grande artista. Un uomo amante delle parole, dell’amore, della vita ma anche della natura: Neruda, infatti, fece di tutto (anche a costo di ribaltare la costruzione dei piani) affinché la casa non rinunciasse all’esposizione al sole e, al contempo, mantenesse intatta la sua vista su tutta la Cordigliera delle Ande. Il risultato? Una residenza pittoresca e labirintica, dai soffitti bassi, i pavimenti inclinati e le finestre dalle sembianze di oblò, quasi a ricordare le immagini di una nave ancorata sul mare.

L’immagine del sua adorata amata rivive ancora oggi in alcuni oggetti perfettamente conservati, come Il ritratto di Matilde, dipinto da Diego Rivera, sulla cui capigliatura disordinata è possibile scorgere il profilo di Neruda.

I suoi numerosi viaggi, le sue passioni, la sua ospitalità e apertura verso gli altri artisti di quel tempo: ogni oggetto, colorato e singolare, che sia un libro, un quadro, una scultura o uno stesso mobile o souvenir, racconta la sua poesia, quasi a volerne fare un prolungamento. Un luogo, dichiarato oggi monumento nazionale, da non perdere: una casa-museo dove entrare con il cuore aperto e, guida auto-parlante alla mano, lasciarsi condurre dentro la vita di questa Grande.