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Un possibile futuro? Parla Paul J. Horten

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Paul J.Horten
La copertina di "Spaceborne Marines - Minaccia" di Paul J. Horten

Nel corso degli ultimi anni, grazie anche al successo cinematografico di film come Starship Troopers e Hunger Games, si è risvegliato l’interesse verso un genere letterario molto diffuso tra la fine dell’800 e la prima metà del ‘900: il romanzo distopico. Caratterizzato da un’ambientazione proiettata in un lontano futuro decisamente disumanizzato, questo filone narrativo ha avuto il suo progenitore in H.G. Wells e il suo La macchina del tempo (1895). Altri capolavori del genere distopico sono considerati Il padrone del mondo di Hugh Robert Benson (1907), Il mondo nuovo di Aldous Huxley (1932), 1984 di George Orwell (1949), Fahrenheit 451 di Ray Bradbury (1953), Abissi d’acciaio di Isaac Asimov (1953), Il signore delle mosche di William Golding (1954) e Arancia meccanica di Anthony Burgess (1962). A testimonianza della rinnovata attenzione sul romanzo distopico, abbiamo intervistato Paul J. Horten (pseudonimo) a proposito del suo Spaceborne Marines – Minaccia (Genesis Publishing, 2014).

Paul J. Horten e il suo Spaceborne Marines – Minaccia

Paul, parliamo un po’ di te iniziando dal perché hai scelto uno pseudonimo per pubblicare il tuo libro con Genesis Publishing.

La ragione è semplice: Spaceborne Marines – Minaccia è stato calibrato anche per il mercato anglofono fin dalla sua stesura. Il mio nome italiano è complicato da pronunciare (e ricordare) per loro per cui l’ho anglicizzato in Paul (con l’aiuto di un’amica americana, grazie Lorit!). Si potrebbe dire che la mossa fa parte di una scelta di marketing, purtroppo indispensabile se si vuole diffondere la propria fatica letteraria.

Di professione sei un informatico ma anche un appassionato collezionista di armi da fuoco nonché giornalista di carattere militare, Paul. Come dire, sembra che Spaceborne Marines – Minaccia fosse già pronto e da mettere solo su “carta” digitale. Nell’elaborazione e nella stesura del romanzo, Paul, cosa hai aggiunto che non facesse parte delle tue passate esperienze personali?

Ben poco, credo. Mi sono trovato, in passato, in visita nel paese di mia moglie, in piena guerra. Un paese minacciato da più parti di “essere cancellato dalle cartine geografiche”. Sono scampato ad un attentato terroristico per questione di poche ore. Sono eventi che ti fanno chiedere molte cose che, normalmente, pochi si domandano. Credo che una delle cose che non ho come esperienza è quella di avere figli, come invece capita al protagonista.

Paul, passiamo a parlare di Spaceborne Marines – Minaccia. Come e quando ti è venuta l’ispirazione per iniziare a scriverlo?

Assolutamente per caso, in una pagina dedicata a pochi amici che condividevano con me la passione per la Sci-Fi. Il ritorno è stato immediato ed entusiasta e mi è stato domandato perché non sviluppassi ulteriormente l’idea. Avevo alcune tematiche in mente (conflitto di civiltà, la copertura dei media su grandi eventi bellici, integrazione, e così via) e buttarle nero su bianco mi è venuto, con mia sorpresa, naturale.

Scorrendo le pagine del libro, Paul, sembra che tu abbia attinto molto a grandi autori della letteratura. In particolare, specie leggendo del protagonista, il tenente Dexter Dax, pareva di sfogliare Isaac Asimov e il suo Abissi d’acciaio. Quali sono i tuoi scrittori di riferimento da questo punto di vista, Paul?

A parte Heinlein, il primo capitolo è nel suo incredibile stile, mi sono ispirato ad autori anglosassoni che hanno formato le mie letture in tema di romanzi d’azione: a parte Asimov da te citato, hanno avuto influenza Tom Clancy, Richard Matheson (specialmente per la cura dei particolari), Mark Bowden. Sembrerà strano ma mi ha influenzato anche J.R.R. Tolkien per la sua epicità, anche se ho tentato di mantenere uno stile attuale e semplice, evitando di essere altisonante come nelle opere dell’autore britannico.

Proprio perché ho tirato in ballo uno dei “colossi” della letteratura fantascientifica, non posso non chiederti se hai già in mente un seguito di Spaceborne Marines – Minaccia e cosa dobbiamo aspettarci, Paul.

Ho pensato subito ad una trilogia: i temi di fondo erano importanti e la storia aveva un respiro amplissimo. Ho voluto trattare un tema di fondo in ogni libro, inserito nel contesto della guerra interplanetaria che descrivo. Come detto il primo tratta il tema dell’Integrazione e del Conflitto di Civiltà. Il secondo parlerà delle conseguenze del Profitto a tutti i costi e mostrerà ogni aspetto del conflitto tra Umanoidi ed il loro nemico alieno, evidenziandocome l’Umanità sia restia ad imparare le lezioni del passato e cominciando a risolvere alcuni misteri che erano stati posti nel primo libro. Il terzo avrà come tema di fondo il Potere e ci sarà il gran finale. Nella preparazione del terzo ed ultimo libro della saga sto usando il metodo di Tolkien, scrivendo dei racconti (qualcuno pubblicato nel mio blog di autore) che narrano eventi precedenti l’azione della trilogia che stabiliscono le regole e gli scenari in cui i protagonisti si ritroveranno e dovranno agire per trovare una soluzione ad un conflitto che è, apparentemente, senza speranza di vittoria. Ci sarebbe, staccato dai due, un quarto libro, un sequel della trilogia incentrato sul giovane Hadi Dax, il figlio del protagonista.


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