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Un tuffo virtuale nella barriera corallina

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Alla ricerca di Nemo sta per diventare molto più facile con il lancio di una ricerca scientifica che permetterà a chiunque abbia accesso a Internet di fare un tour virtuale della Grande Barriera Corallina australiana.

Un tour virtuale tra i coralli

L’indagine, che utilizza una varietà di macchine fotografiche subacquee ad alta tecnologia, effettuerà uno degli studi più intensi della scogliera fino ad una profondità di 100 metri, con il pubblico pronto a guardare ogni passo attraverso Youtube e altri siti di Google.

“Ci sono tutta una serie di modi di usare le immagini e, in definitiva, questo è un valido sistema per colmare il divario tra la scienza e la sensibilizzazione del pubblico”, ha detto Ove Hoegh-Guldberg, scienziato capo della Survey Catlin Seaview. “L’unico modo per farlo è quello di renderla parte integrante delle attività della gente,” ha detto Hoegh-Guldberg, dell’Università di Queensland, a Reuters durante il lancio del sondaggio in una conferenza sugli oceani a Singapore.

 

Una ricerca contro il cambiamento climatico

Le immagini del tour virtuale aiuteranno a comprendere meglio l’impatto del cambiamento climatico sulla scogliera e aiuteranno gli scienziati a condurre indagini più regolari sui pesci, le tartarughe e altri animali. Una telecamera specificatamente sviluppata, collegata al veicolo subacqueo, catturerà migliaia di immagini panoramiche a 360 gradi grazie a postazioni situate, nello stato del Queensland, lungo gli oltre 2300 km di barriera corallina.

Questi panorami, quando saranno montati insieme, consentiranno alle persone di scegliere un percorso di immersione subacquea per fare anche un “tuffo virtuale”. Il sito Panoramio di Google, che collega le immagini delle località, in seguito consentirà di esplorare circa 50.000 panorami da caricare, accessibili tramite Google Earth e Google Maps.

 

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