Home C'era una volta Janis Ian, famosa a quindici anni

Janis Ian, famosa a quindici anni

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Il 7 maggio 1951 nasce a New York la folk singer Janis Ian. Ragazza prodigio, nel 1966, a soli quindici anni, diventa famosa negli ambienti folk americani con la canzone antirazzista Society’s child, la storia di un amore impossibile tra una ragazza bianca e un ragazzo nero.

Aspettative esagerate

Questo brano, se da una lato le consente di essere rapidamente inserita nell’élite del folk americano, dall’altro contribuisce a suscitare esagerate aspettative nei suoi confronti, quasi che Janis possa essere la nuova Joan Baez. Il risultato inevitabile di questa eccessiva forzatura porta i suoi primi album Janis Ian (1967), For all the season of the mind (1968) e The secret miles (1969) a essere sottovalutati perché considerati inferiori alle attese. La stessa Janis Ian, travolta dagli eventi e avvilita dalle critiche matura la decisione di lasciare la musica. I suoi album, liberati dal clima d’attesa della loro pubblicazione, qualche anno dopo vengono recuperati dalla critica che ne riconosce l’originalità e la forte espressività.

La delusione e la riscoperta

Trasferitasi a Philadelphia con il marito Peter, pubblica ancora, più per obblighi contrattuali che per reale convinzione, gli album Who really cares (1969) e Present company (1971). La sua decisione di farla finita con l’ambiente musicale dura fino al 1974 quando la CBS riesce a convincerla a lavorare a un nuovo album. Nello stesso anno viene pubblicato Stars (1974), che fa da preludio allo splendido Between the lines (1975), il cui brano At seventeen, pubblicato in singolo arriva al primo posto delle classifiche statunitensi. Nello stesso anno Joan Baez include alcuni brani di Janis nel suo album Diamonds at rust (1975).

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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