Home C'era una volta Abbiamo impiccato Jack lo squartatore!

Abbiamo impiccato Jack lo squartatore!

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Il 7 aprile 1903 venne impiccato George Chapman, accusato di essere un pluriomicida e condannato a morte. Gli investigatori pensarono di aver chiuso anche le vicende del misterioso Jack Lo Squartatore

Unpprendista chirurgo fuggito dalla Polonia

Il vero nome di George Chapman era Seweryn Antonowicz Kłosowski ed era nato nel villaggio di Nagórna, in Polonia. Tra gli anni 1880 e 1885 lavorò come apprendista presso un chirurgo del suo villaggio di origine, prima di emigrare a Londra. Nella capitale britannica arrivò nel 1885 e cambiò nome in George Chapman. Il cambiamento di identità era abbastanza comune per gli ebrei che fuggivano dalle persecuzioni perché consentiva loro di evitare altri motivi discriminatori ed era tollerato dalle autorità. Nel 1902 la sua vita subì una brusca svolta. Venne infatti accusato di omicidio nei confronti di sua moglie Maud e, dopo l’esumazione dei corpi delle due mogli precedenti, anche del loro omicidio per sospetto avvelenamento con antimonio. Successivamente si scoprì che nessuna delle tre donne era veramente sposata con lui e che i documenti con i quali erano stati registrati i matrimoni erano dei falsi. Tale scoperta contribuì a peggiorare la sua situazione.

Prove schiaccianti

I nomi delle presunte vittime del polacco erano Mary Spink, morta il 25 settembre 1897, Elizabeth “Bessie” Taylor il 14 febbraio 1901 e Maud Marsh il 22 ottobre 1902. Le prove schiaccianti non lasciarono scampo all’imputato che venne così condannato a morte tramite impiccagione. La sentenza venne eseguita il 7 aprile 1903. Fu in quell’occasione che il capo ispettore Georg Francis Abberline, uno dei protagonisti delle indagini sui delitti di Whitechapel, espresse la propria convinzione che il condannato fosse Jack lo Squartatore ringraziando la giustizia divina che alla fine l’aveva punito. Con grande soddisfazione disse: “è stato finalmente preso e punito per i suoi crimini”. Era vero? Ragionevolmente no. L’ipotesi non reggeva ad alcuna verifica e sarebbe stata smentita da nuovi omicidi del misterioso assassino.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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