Bipersonale di Giancarlo Lepore e Marisa Zattini in 2 sedi espositive della città di Urbino – Orto Botanico, Museo dei Gessi.
Sedi espositive:
Orto Botanico ~ 21.07 > 10.08.2026 ~ dal Lunedì al Venerdì 8.30 > 13.30
Museo dei Gessi ~ 21.07 > 27.09.2026 ~ dal Lunedì al Venerdì 9.30 > 18.30 / Sabato 9.30 > 12.30. Composizione sonora: Giovanni Ciucci ~ Germinazioni (Orto Botanico) e Trame ipogee (Museo dei Gessi)
Inaugurazione: martedì 21 luglio 2026 ore 10.30 con apertura simultanea nei due spazi espositivi, martedì 21 luglio 2026 a Urbino, alle ore 10.30 a partire dall’Orto Botanico. Presentazione del Prof. Andrea Pompa e Prof.ssa Anna Santucci.
Organizzazione IL VICOLO – Sezione Arte – Via Carbonari, 16 – 47521 Cesena (FC) Info: +39 0547 21386 – arte@ilvicolo.com e CASALABORATORIO ~ ART WORKSHOP – Borgo Pace (Pesaro-Urbino) +39 348 9169043 – casalab@gmail.com
La mostra si configura come un itinerario diffuso che attraversa due luoghi significativi della città – dall’Orto Botanico al Museo dei Gessi – costruendo un percorso dedicato alla Natura, ai processi di trasformazione e alla dimensione poetica della materia. Il lavoro di Giancarlo Lepore, sviluppato nel corso di una lunga attività di scultore e docente, si intreccia profondamente con Urbino, città in cui ha realizzato numerosi interventi, instaurando un dialogo continuo con il tessuto culturale. Parallelamente, il sodalizio umano e artistico con Marisa Zattini, attivo fin dagli anni Novanta, trova in questo progetto una nuova occasione di confronto e risonanza. “ANIMA NATURAE” si propone così come un’esperienza diffusa e immersiva. Un invito ad attraversare Urbino seguendo tracce sottili, dove arte e ambiente si incontrano in una dimensione di ascolto e trasformazione.

E come ci avverte nel suo testo critico Andrea Pompili dal titolo “Spazi oltre misura per risonanze segrete”-
- (…) La mostra di Urbino si propone di offrire al pubblico un’esperienza immersiva e riflessiva, capace di attivare uno sguardo nuovo sul mondo che ci circonda, mettendo in relazione ricerca artistica, sapere scientifico e sapere simbolico. Non si tratta di spiegare la biologia attraverso l’arte, né di estetizzare la scienza – come sottolinea Giancarlo Lepore – ma di creare nuovi spazi condivisi di riflessione e interrogazione, in cui anche l’invisibile possa essere percepito, immaginato e sentito grazie al medium dell’arte. Le opere botaniche di Marisa Zattini, allestite nelle serre dell’orto, idealmente ricompongono una memoria atavica con le piante all’esterno, e con quelle selvatiche: le escluse. Un progetto, questo, ideato nel 2020 con Donata Ricci, già direttrice dell’Orto Botanico di Urbino, che vede oggi la sua realizzazione. (…)

Conosciamo Marisa Zattini per le sue intense attività culturali ed organizzative, ospite frequente di questo giornale, anche nella vetrina della sua splendida attività di artista poliedrica e direi visionaria, ma si badi bene la sua una poetica è ben radicata nella Natura come base spirituale di noi creature che troppo spesso dimentichiamo questo vitale legame. In questa mostra tiene a comunicarci che l’allestimento di una mostra ha un legame di reciproco coinvolgimento storico ed emotivo con il luogo che la ospita. Una delle sue passioni sono tra l’altro le piante, ma anche l’indagine botanica su queste, la ricerca degli antichi erbari e manoscritti dei quali subisce il fascino quasi magico della scrittura, dei disegni, delle carte …
Così infatti scrive –
- Oltre ai Palazzi storici, alle Chiese e alle Rocche che nel tempo sono stati i contenitori ideali per i cicli dei miei lavori, sono affascinata dalla magia degli Orti Botanici e dei Giardini, architettonicamente pensati per corrispondenze celesti fra cosmologie e mondo naturale. Per questo volevo realizzare da tempo una mostra itinerante pensata per questi luoghi privilegiati, in un’osmosi perfetta di rimandi fra Arte & Natura. Un Giardino o un Orto Botanico è un microcosmo semantico e un museo vivente. Le piante ci legano da sempre alla Natura, al mutare delle stagioni, ai suoi ritmi e alla sua perfetta misura. Gli Orti e i Giardini sono universi complessi, luoghi per eccellenza di delizia e di piaceri, di contemplazione e di serenità. In essi sono racchiuse profonde simbologie. Oltre alle piante, in questi luoghi si sommano le architetture geometriche delle forme e le influenze della volta celeste. Furono i legami fra piante e astrologia che dettero origine all’Alchimia verde nei confini labili tra magia e scienza. (…)
Così Marisa Zattini riproduce e interviene con scritture poetiche sui suoi stessi disegni, usando carte antiche e preziose, lastre di metallo e leghi incisi … e ci ricorda che fu Caterina Sforza, Signora di Forlì, a redigere il primo trattato di cosmetici del Rinascimento ed a lei si deve l’invenzione dell’Acqua celeste, un tonico cutaneo ottenuto dalla distillazione triplice di numerose piante aromatiche. Poi prosegue –
- Questi erbari contengono le mie “piante dell’anima”, sommariamente essiccate integrate nelle parti mancanti con disegni a grafite e parole, versi poetici. (…) Nel mio intimo giardino domestico, in quel fantastico e al contempo reale hortus conclusus che appartiene alla mia anima, crescono Mandragore e piante di Mentha che radicano nel mio cuore, inseguendo le magie vegetali che mi hanno abitato sin dall’infanzia. Ho vissuto i miei primi ventinove anni nelle campagne di una Romagna – Villa Selva, nel forlivese, e San Pietro in Campiano, nel ravennate – fatta anche di “segnature”, di preghiere e di formule magiche, di storie fantastiche e paurose dove ad ogni cosa si attribuiva una “virtù”.

Sulla stessa linea Giancarlo Lepore concepisce l’incontro tra pratiche artistiche e ricerca biologica come ideale incontro di volontà diverse, ma finalizzate entrambe allo studio della Natura e come un processo tutto umano di rendere visibili processi invisibili che regolano la vita.
- Avevo cominciato a lavorarci la scorsa estate quando ne avevo parlato insieme a Marisa. Avevo immaginato le sculture come strumenti di rivelazione: forme che portano alla luce ciò che normalmente resta nascosto, latente, profondo. Perché esse evocano un immaginario visionario e metamorfico in cui il corpo umano si intreccia con dimensioni arcaiche, selvatiche e totemiche, richiamando l’idea di un sapere antico che continua ad agire nel presente. (…) Le mie sculture si pongono come interfaccia simbolico, analoghe alle membrane cellulari: soglie attraverso cui avvengono scambi e rivelazioni. Il corpo, inteso non come entità chiusa ma come ecosistema complesso, diventa così il luogo in cui si manifestano adattamento e cura. L’Orto Botanico di Urbino inteso come spazio vivo (…) non è solo un contesto espositivo, ma diventa parte integrante del progetto. La disposizione delle opere all’interno di questo ambiente richiama l’idea di uno spazio iniziatico, in cui il visitatore è invitato a un’esperienza di attraversamento e di ascolto del vivente.
E quale migliore conclusione di questo breve testo, che introduce ad una splendida e coinvolgete mostra urbinate, sono le parole del medico e alchimista Paracelso, (riportate nell’introduzione di Andrea Pompili) da una delle opere maggiori “Paragrano” scritta nel 1530, testo che funge da manifesto e fondamento della nuova medicina da lui fondata e che si articolava in quattro libri, ciascuno dedicato a uno dei “pilastri” dell’arte medica: Filosofia, Astronomia, Alchimia e Virtù.
«È vero senza menzogna, certo e verissimo. /
Ciò che è in basso è come ciò che è in alto,
e ciò che è in alto è come ciò che è in basso
per fare i miracoli della cosa una. / E poiché tutte
le cose sono e provengono da una, per la
meditazione di una, così tutte le cose sono nate
da questa cosa unica mediante
adattamento. / Il Sole è suo padre,
la luna è sua madre, il vento l’ha portata nel suo
ventre, la Terra è la sua nutrice. / Il Padre
di tutto, il Telesma di tutto il mondo è qui.
La sua forza o potenza è intera se stessa
è convertita in terra. / Separerai la terra dal fuoco,
il sottile dallo spesso, dolcemente
e con grande industria. / Sale dalla Terra
al cielo e nuovamente discende in Terra
e riceve la forza delle cose superiori
e inferiori. / Con questo mezzo avrai la gloria
di tutto il mondo e per mezzo di ciò l’oscurità
fuggirà da te. / È la forza forte di ogni forza,
poiché essa vincerà ogni cosa sottile
e penetrerà ogni cosa solida. / Così è stato
creato il mondo. / Da ciò saranno
e deriveranno meravigliosi adattamenti,
il cui metodo è qui. / È perciò che sono stato
chiamato Hermes Trismegisto, avendo io
le tre parti della filosofia di tutto il mondo»






























