ECAD-Stati Generali della Memoria e Teatroinscatola in collaborazione con il IX Municipio
presentano
un progetto che unisce la Ia e la IIa Biennale dell’Antropocene in una narrazione unica dal 2 aprile al 2 maggio 2026 – INGRESSO LIBERO – Inaugurazione: 2 aprile ore 18,00
Nel cuore dell’Eur, La Vaccheria di via Giovanni l’Eltore 35, a Roma
è un luogo unico che fonde passato, presente e futuro, con oltre 1.900 metri quadrati di spazi espositivi. Situato vicino alla Nuvola di Fuksas ed al Polo Museale dell’Eur questo edificio storico è trasformato in polo culturale ed offre un’esperienza immersiva che unisce arte, cultura e creatività. Il cuore pulsante del nascente “Distretto creativo” dell’Eur, un quartiere in continua evoluzione.

Il termine Antropocene, divenuto ormai di uso comune, è un termine proposto per designare l’attuale epoca geologica nella quale l’essere umano ha influenzato in modo così profondo il pianeta e le sue forme di vita (con massicce modifiche territoriali, strutturali e climatiche) tanto da incidere pesantemente sui processi geologici della Terra, termine adottato al convegno dell’IGPB del 2000 dal Premio Nobel per la chimica Paul Crutzen che formalizzò il concetto in opere quali l’articolo Geology of mankind, apparso nel 2002 su Nature ed il libro Benvenuti nell’Antropocene. Poi nonostante la quantità dei problemi, aggravatisi pericolosamente fin dal lontano 1972, anno del “Rapporto sui limiti dello sviluppo” (libro The Limits to Growt commissionato al MIT dal Club di Roma) una miscela distruttiva di pulsioni non integrate di rabbia, egoismo e paura, di perversioni della razionalità e di sorprendente ignoranza, di parcellizzazione e spreco di risorse ancora domina purtroppo e condiziona ogni prospettiva di cambiamento.

Ma se vogliamo andare ancora indietro nel tempo, già prima il disagio era stato denunciato dal geologo Antonio Stoppani (Lecco, 15 agosto 1824 – Milano, 1º gennaio 1891) che propose il termine di “Era antropozoica” per definirla. Successivamente, il geochimico russo Vladimir I. Vernadskij (San Pietroburgo, 12 marzo 1863 – Mosca, 6 gennaio 1945) definì il periodo col termine di noősphera (ossia “mondo del pensiero”) per sottolineare il potere crescente della mente umana nel modellare il suo futuro e l’ambiente; lo stesso termine venne usato dal paleontologo e pensatore cattolico Teilhard de Chardin.
Ma per venire all’Arte vorrei soprattutto ricordare Piero Gilardi, recentemente scomparso, conosciuto dagli anni sessanta/settanta tra gli artisti torinesi appartenenti all’Arte Povera, portatore infine di un forte impegno sociopolitico ed etico, finalizzato soprattutto alla sensibilizzazione sulle tematiche ambientali e sociali. Rimasero famosi inizialmente soprattutto i suoi tappeti-natura, in poliuretano espanso, che proponevano frammenti iperrealistici artificiali di un mondo ormai perduto, quello naturale ancora incontaminato, poi si ricordano i suoi molti scritti teorici, introducendo infine una nuova estetica per coniugare arte e vita. Ricordiamo anche il PAV “Parco Arte Vivente”, progettato da Gilardi nel 2002 che fu aperto a Torino nel 2008, è “luogo d’incontro e di esperienze di laboratorio, rivolte al dialogo tra arte e natura, biotecnologie ed ecologia, tra pubblico e artisti” interattivo anche in spazi aperti ed antiretorici, in una triplice ecologia, insieme ambientale, sociale e mentale, come enunciata dai filosofi Gilles Deleuze e Félix Guattari. In questo stesso giornale un mio articolo su questo argomento –
https://www.dailygreen.it/nellantropocene-verso-nuova-mentalita/
Forse è proprio qualcosa di simile quello che si sta creando in questo grande spazio interattivo nel cuore dell’Eur, dove l’Antropocene rappresenta per noi umani anche un dramma ontologico ed esistenziale, al quale occorre rispondere con un cambiamento radicale della percezione della natura, di conseguenza mettere in pratica nuove modalità di relazione con gli altri esseri e le altre forze biotiche del pianeta Terra.
L’arte infatti può giocare un ruolo fondamentale nel costruire questo nuovo modello sociale biocentrico, attraverso cambiamenti percettivi e di pensiero, in sintonia con l’attivismo e con le mobilitazioni politiche in atto in tutto il pianeta. Su questo terreno occorre riflettere su tre quesiti essenziali. Il primo riguarda le modalità espressive che possano efficacemente prefigurare una diversa attitudine nel rapporto con gli esseri viventi e con i sistemi naturali del pianeta. Il secondo concerne il ruolo dell’arte e il modo in cui le pratiche artistiche possano contribuire alla divulgazione delle conoscenze scientifiche in merito alla crisi ecologica, nei suoi vari aspetti geofisici, climatici e sociali.
In ultimo, è necessario interrogarsi rispetto alle prassi in grado di congiungere gli artisti all’attivismo dell’ecologia politica e della sperimentazione concreta di nuovi modelli di produzione, all’insegna dei beni comuni e della solidarietà biologica.
Tornando a questo importante appuntamento Il progetto “ANTROPOCENE – Immagini dalle Biennali” nasce dall’esperienza congiunta della I Biennale dell’Antropocene (Roma, 2022) e della II Biennale dell’Antropocene (Roma, 2025) trasformando due momenti espositivi in un’unica costellazione curatoriale. La cura di questa mostra è di Lorenzo Ciccarelli e Vittorio Pavoncello.
Un archivio vivo, in continua espansione, che raccoglie opere, performance, poesie, installazioni e riflessioni provenienti da oltre 160 artisti, tra giovani, emergenti e figure consolidate della scena contemporanea. L’idea di una Biennale Antropocene, nata da Vittorio Pavoncello, si è sviluppata come un dispositivo culturale capace di unire:
- arti visive,
- poesia e performance,
- scienza e divulgazione,
- istituzioni e associazioni,
- generazioni diverse.
La I Biennale (Art GAP, 2022), curata da Federica Fabrizi e Vittorio Pavoncello, ha inaugurato un percorso corale: oltre 60 artisti, una sezione dedicata ai giovani, incontri, letture, musica, collaborazioni con ANTA, Sapereambiente, Gariwo, il I Municipio di Roma. Un mese di attività che ha trasformato la mostra in un laboratorio di sensibilizzazione e immaginazione ecologica.
La II Biennale (Fondazione Marco Besso, 2025) curata da Giusy Emiliano, con la collaborazione di Anna Di Fusco e Rita De Duro ha ampliato il raggio d’azione: tre appuntamenti espositivi presso la Fondazione Marco Besso, 100 artisti alternati in sequenze, tavole rotonde, dialoghi con l’INGV e con il mondo della ricerca scientifica.
Un percorso che ha consolidato la sinergia tra arte e scienza, già avviata con la Galleria dell’Antropocene all’INGV, dove installazioni sospese dialogavano con i fenomeni geofisici.

Il Progetto “ANTROPOCENE – Immagini dalle Biennali” si articola come un’unica narrazione in tre capitoli:
- Paesaggi alterati
Le opere che raccontano la trasformazione dei territori, l’impronta umana, le ferite e le possibilità di rigenerazione. Fotografie, incisioni, installazioni, mappe emotive e geologiche.
- Corpi in mutazione
L’Antropocene come metamorfosi: ibridazioni, nuove ecologie del corpo, relazioni tra umano, animale, vegetale, artificiale. Performance, poesia, voce, gesto.
- Archivi del futuro
Le biennali come luoghi di raccolta di immagini che diventano fossili del presente. Un archivio che cresce, si stratifica, si espande tra istituzioni, fondazioni, centri di ricerca. È una comunità che non espone soltanto: agisce, discute, immagina. Ogni opera è un frammento di questa nuova era geologica e l’immagine diventa un fossile. Ogni gesto artistico è un tentativo di comprendere ciò che stiamo diventando. Una comunità in movimento
– Il progetto riunisce:
- artisti visivi,
- poeti e performer,
- scienziati e ricercatori,
- istituzioni culturali,
- associazioni ambientali,
- giovani delle accademie e delle scuole d’arte.
Dalle performance poetiche della I Biennale alle tavole rotonde della II, dalle installazioni sospese dell’INGV ai video musicali alle conferenze e tavole rotonde, dalle incisioni dei giovani artisti alle opere storiche, “ANTROPOCENE – Immagini dalle Biennali” costruisce un paesaggio di segni che attraversa:
- la città,
- le istituzioni,
- la memoria,
- la scienza,
- la percezione collettiva del tempo
Comunicazione a cura di: Carla Romana Antolini. Sponsor tecnici dell’allestimento: Informatici senza frontiere, Apice srl. Allestimento a cura di: Lorenzo Ciccarelli.
Artisti espositori
I – Angeletti Marialuisa, Anna Di Fusco, Aureli Sabrina, Baciarlini Luisa, Baciocchi Marina, Barone Eclario, Bellini Michele, Bilotta Alessandra, Calia Francesco, Canali Laura, Carbonelli Virginia, Carnovale Alessandra, Catalano Claudia, Chelo Mariano, Chiara Bonanni, Ciuchi Meri, Colacione Alice, Consoli Anna Maria, D’Alessandro Verena, Daniele Flavia, De Filippis Valerio, D’Orta Carlo, Doccioli Susanna, Ferrazza Sergio, Folly, Fortebracci Pierfrancesco, Franco Nuti, Gabbana Maurizio, Gasparrini Valeria, Gennai Delio, Ginzburg Maria, Giunta Salvatore, Haider Caroline, Ianuzziello Concetta, Illuminato Sergio, Kalimerova Tania, Kokocinski Maya, La Mantia Marilena, Leonardi Felice, Manciati Loredana, Mancini Paolino, Martellotti Paolo, Melappioni Bruno, Mingazzini Maria, Molinari Patrizia, Monardi, Monti Alessandro, Monticelli & Pagone, Norenko Anastasia, Nuti Franco, Pagliani Tatsiana, Olga Vohla Piashko, Pollidori Teresa, Raha Tavallali, Rapiti Maurizio, Ratti Elvi, Reffo Giovanni, Ricci Valeria, Rizzo Elio, Rosella Restante, Saad Usama, Saccà Filippo, Sarandrea Monica, Scarano Enza, Soddu Stefano, Spada Marcello, Stamenov Aleksandar, Storti Marialuna, Struglia Silvia, Tebaldi Gianluca, Trasatti Sabrina, Trepiccioni Pamela, Vallecoccia Elisabetta, Vassal Eric, Vitale Paolo, Zampieri Oriano, Zanini Andrea.
II – Alessia Abbenante, Annaluce Aglietto, Isabella Angelini, Melissa Arena, Rosa Anna Argento Lucia Argiolas, Roberto Bellucci, Franco Belsole, Vito Berardi, Ugo Borganzoni, Salvatore Cammilleri, Paolo Campagnolo, Enrica Capone, Federica Casalati, Paola Casalino, Carlo Maria Causati, Aldo Celle, Francesca Chialà, Pietro Cimino, Bianca Cimiotta Lami, Caterina Ciuffetelli, Zeno Colantoni, Vincent Copeland, Daniele Cornacchia, Marzia Corteggiani, Manuela Corti, Stefania Di Filippo, Emanuela de Franceschi, Laura de Lorenzo, Alessandra Degni – Simona Sarti, Anna Del Vecchio, Caterina Della Valle, Cesare Di Bucci, Francesca Di Ciaula, Serenella Dodi, Franco Durelli, Stefania Fabrizi, Costanza Ferrini, Carlo Gallerati, Leonardo Galliano, Roberto Gianinetti, Enrico Gottardi, Houra Farzaneh, Fiorella Iacono, Silvana Leonardi, Renata Maccaro, Alfredo Macchi, Maria Carla Mancinelli, Giovanni Mangiacapra, Francesca Margiotta, Barbara Martini, Luisa Mazzullo, Flavia Melchiorri, Gisella Meo, Daniela Metteo, Stefania Miano, Mattia Morelli, Rosa Lucia Motta, Mahshid Mussavi, Marina Muzzini, Massimo Napoli,Pasquale Nero Galante, Francesca Nesteri, Claudia Nizza Janine, Franco Nuti, Ilaria Occhigrossi, Claudio Orlandi, Mauro Pallotta, Roberto Panico, Giovanni Papi, Francesco Pietrella, Eliana Prosperi, Luciano Puzzo, Claudia Quintieri, Giulia Ripandelli, Giuseppe Rogolino, Anna Romanello, Lorenzo Rossini, Loredana Salzano, Valter Sambucini, Lucia Sapienza, Salvatore Sava, Giuseppe Scelfo, Barbara Shaefer, Paolo Scotti, Grazia Sernia, Iria Seta, Sandra Sfodera, Lucia Simone, Eliseo Sonnino, Paola Spinelli, Roberto Stephenson, Gloria Tranchida, Nicola Trani, Sabrina Vallarano, Paola Vianale, Massimo Vichi, Matteo Visconti, Welt.
MIRROR ROOM: “Proiezioni video di performance, incontri, letture”:
Barbetti Mauro, Bellino Francesca, Buffoni Franco, Calandro Angelo, Calandrone Maria Grazia, Calcerano Guglielmo, Cortese Davide, Cruciani Flaminia, Esposito Salvatore, Fabretti Giorgio, Fagioli Alessandra, Fofi Claudia, Fratoddi Marco, Hurkmans Anna, Landi Martina Gariwo, Marco Palladini, Orvieto Anna, Pelli Paolo, Perrella Silvio, Petrollo Cetta, Popolano Lidia, Potenza Fiorella, Rossi Melania, Tatò Carla.
- Davide Cortese, Alessandra Carnovali, Angela Donatelli, Suzy Lapstun.
Vittorio Pavoncello presenta il suo cartone animato: “il clima cambia la musica no”
























