Home C'era una volta Billy J. Kramer, la concretezza di un operaio delle ferrovie

Billy J. Kramer, la concretezza di un operaio delle ferrovie

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Billy J Kramer

All’inizio del 1963 William Howard Ashton ha vent’anni e non pensa alla musica come a un possibilità di occupazione seria per il proprio futuro. Lui un lavoro ce l’ha già. È operaio in ferrovia di giorno e la sera si esibisce come cantante.

Ho bisogno di un cantante, ci stai?

Proprio nei primi giorni dell’anno ha ricevuto una telefonata di Brian Epstein, l’inventore dei Beatles, che, senza giri di parole gli ha detto: «Ho bisogno di un cantante come te per un nuovo gruppo. Ci stai?» Se la decisione dipendesse dai suoi genitori lascerebbe perdere: meglio un lavoro fisso che un’avventura senza garanzie. Lui, però, è diverso. Gli piace la musica e non ne può più di mangiare nebbia fin dalle prime ore del mattino sui binari gelati per quattro soldi. Chiama Epstein: «Va bene. Ci sto». Il 6 gennaio 1963 firma un contratto che lo impegna per sei anni con la NEMS, la società creata dallo scopritore dei Beatles per mettere ordine alla sua attività in campo musicale. La settimana dopo ha un nome d’arte, Billy J. Kramer, e un nuovo gruppo, i Dakotas, che hanno già pubblicato un disco senza particolare fortuna.

Una delle band più famose del Liverpool Sound

Nascono così Billy J. Kramer & the Dakotas, destinati a diventare una delle band più famose del Liverpool Sound. Oltre a Billy, alias William, la compongono il batterista Tony Mansfield, i chitarristi Mike Maxfield e Robin McDonald e il bassista Ray Jones. Sotto la guida di un geniale e smaliziato volpone come Epstein il gruppo arriva rapidamente al successo con brani che portano la firma di John Lennon e Paul McCartney come Do you want to know a secret? e Bad to me. Profondamente legati all’esplosione del Liverpool Sound, ne seguono il destino fino in fondo. Quando il beat diventa adulto inizia il loro declino, che è rapido e veloce quanto la scalata al successo. Nel 1966 si sciolgono. La loro avventura è durata poco più di due anni. Billy cerca di continuare come solista alla ricerca di nuove e più impegnative strade, ma i risultati sono scarsi e poco incoraggianti. Messi da parte i sogni e recuperata la concretezza dell’operaio che lavorava in ferrovia, nel 1973 riforma la sua vecchia band e riprende a esibirsi nei circuiti del rock revival per la soddisfazione dei nostalgici: almeno il pane è assicurato.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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