Sangue sparso, è con questa frase che i popoli arbëreshë amavano identificarsi. Siamo sangue sparso. E c’è un posto, un piccolo borgo, sulla costa del Molise, dove questo detto sembra risuonare tra le antiche mura che parlano di un viaggio antico, di un popolo in fuga, della ricerca di una speranza. Questo luogo è Campomarino.
Ed è qui, camminando nel borgo antico, tra pietre che raccontano oltre cinque secoli di storia che solo il profumo del sale, il canto delle cicale nelle giornate d’estate, il vento che attraversa i vicoli avvolgono ogni passo in un tempo che sembra essersi fermato, che indugia alla lentezza, alla riflessione, al pensiero.
Këmarine, un borgo arbëreshë
Poi, basta lasciare che lo sguardo dalla piazza principale vaghi verso l’orizzonte che, di fronte agli occhi, come in un sogno, si possono immaginare le vele (nella seconda metà del ‘400) che comparvero improvvise e che trasportavano uomini, donne e bambini che avevano lasciato l’Albania, la loro terra, in cerca di riparo dall’avanzata ottomana nei Balcani e che avrebbero trovato qui un porto sicuro, un luogo dove costruire e conservare la propria identità.
Ed è qui che la memoria diventa storia. Perché le radici albanesi vivono ancora nella lingua arbëreshë, nei racconti dei più anziani, nelle tradizioni, nei cognomi delle famiglie, nelle feste, nei rituali, nei gesti quotidiani. Sopravvivono come una melodia antica che continua a risuonare nel tempo in questo borgo dove tutto è un invito alla quiete e alla ricerca dell’autenticità.
Santa Cristina, l’amata patrona
Tutte le vie del centro conducono verso la Chiesa di Santa Maria a Mare, che conserva uno splendido affresco di San Giorgio nell’antica cripta aperta al pubblico, e su cui veglia da secoli Santa Cristina, amata patrona di Campomarino. Ogni 24 luglio la popolazione si riunisce in una celebrazione che non è solo religiosa ma è un momento solenne in cui il paesello rinnova il legame con la sua spiritualità e dove ci si ritrova, le generazioni si riuniscono, in una festa che è pura condivisione e conservazione della propria storia.
Quasi senza accorgersene, il paese si apre verso il mare. Ed è allora che Campomarino mostra un altro volto della propria anima. Una spiaggia ampia, luminosa, disegnata da una sabbia finissima accompagna lo sguardo di un Adriatico sorprendentemente limpido. Con più di 8 Km di litorale, Campomarino è il secondo paese dopo Termoli ad avere l’accesso al mare e qui, camminando lungo la riva, sembra quasi di poter ascoltare la voce del Maestrale e assaporare il profumo della macchia mediterranea e dei pini che proteggono la costa. Tutto invita a riscoprire la gioia semplice delle piccole cose lontani dal frastuono del mondo.
Non è un caso che Campomarino possa vantare, da anni, la Bandiera Blu, simbolo della qualità delle sue acque, della cura dell’ambiente e dell’attenzione con cui questo territorio custodisce il proprio patrimonio naturale.
Un riconoscimento che non è solo simbolico ma è parte di quell’orgoglio che caratterizza una comunità che intende proteggere ciò che la rende unica. Campomarino non è solo un luogo da visitare, ma una storia da ascoltare. Un borgo che custodisce la memoria di un popolo, una costa tra le più belle dell’Adriatico e una comunità che accoglie con quella semplicità che solo i luoghi veri sanno offrire. Un borgo che conserva ancora il suo fascino autentico. Da scoprire, da vivere.








































