Il concerto “La Sera dei Miracoli” di mercoledì 4 marzo 2026 dedicato a Lucio Dalla nel giorno del suo compleanno al Teatro Ghione di Roma, è un’occasione unica per celebrarne l’eredità musicale e sostenere la causa delle malattie rare.
L’evento è promosso da Lu.N.A. – Luxury Network Association, che da sempre si impegna per la ricerca scientifica e la prevenzione in questo campo
Il Teatro Ghione di Roma, a partire dalle 20:30, ospiterà questo emozionante tributo al nostro celebre “poeta” Lucio Dalla – nel giorno del suo compleanno – con il concerto “La Sera dei Miracoli”. Il pubblico avrà l’opportunità di rivivere alcune delle canzoni più amate del cantautore italiano, in un’interpretazione straordinaria, con arrangiamenti unici, che porteranno la sua musica a nuovi livelli di coinvolgimento.
Una serata speciale che unisce l’emozione all’impegno nel sostegno alla ricerca sulle malattie rare. Una parte del ricavato infatti sarà destinato all’Associazione Italiana Cardiomiopatie (AICARM) poiché questo evento si inserisce nell’ambito delle iniziative promosse da Lu.N.A. – Luxury Network Association, l’associazione che sostiene la ricerca e la prevenzione delle malattie rare.
Fondata con l’obiettivo di unire personalità del mondo imprenditoriale e istituzionale in un network per il sociale, Lu.N.A. ha lanciato questo tributo come parte di un impegno costante per raccogliere fondi a favore della ricerca scientifica. L’associazione promuove progetti filantropici, scientifici e divulgativi per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi come quello delle malattie rare, spesso poco visibili ma cruciali per tanti pazienti e famiglie. L’introduzione istituzionale sarà presentata da Alessandra Casale. Interverranno Vittorio Savoia, presidente di Lu.N.A., e un referente di AICARM.

Il pianista e cantante Antonio Nasca curerà la direzione artistica del concerto e guiderà una band che comprende altri sette musicisti. Una sua dichiarazione ha sottolineato:
- “Questo tributo non è solo un omaggio a Lucio Dalla, ma anche un’occasione per dare visibilità a una causa che merita attenzione. Ogni nota, ogni parola, è un impegno a sostenere la ricerca sulle malattie rare e a mantenere viva la memoria di uno dei più grandi artisti italiani.”
Il concerto prevede una selezione di brani che hanno segnato la carriera di Dalla. Alcuni dei pezzi in programma saranno “Caruso”, “Anna e Marco” e il medley che include brani come “La casa in riva al mare” e “Piazza Grande”. Ogni performance sarà arricchita da un impatto visivo curato nei minimi dettagli per aggiungere alla musica un’atmosfera speciale e magica, culminando con un brano particolarmente amato “La sera dei miracoli”, uno dei brani più significativi di Lucio Dalla.

La produzione di Lucio è stata scandita da diverse stagioni, tutte contraddistinte dalla sperimentazione e dalla passione per la musica colta e nell’arco della sua carriera,
che ha raggiunto i cinquant’anni di attività, ha suonato il pianoforte, il sassofono ed il clarinetto.
Nel sottolineare che forse una delle canzoni più celebri del cantautore bolognese è tutt’ora “4 Marzo 1943”, non tutti ricorderanno (per questioni legate all’età) che il titolo non era quello originale. Egli debuttò al Festival di Sanremo nel 1966 ma la svolta fondamentale avvenne nell’edizione del 1971, dove si classificò al terzo posto proprio con questo brano iconico, che inizialmente era intitolato “Gesù bambino”, interpretato insieme all’Equipe 84.
Dice che era un bell’uomo e veniva, veniva dal mare
parlava un’altra lingua, però sapeva amare
e quel giorno lui prese a mia madre, sopra un bel prato
l’ora più dolce, prima d’essere ammazzato.
Così lei restò sola nella stanza, la stanza sul porto
con l’unico vestito, ogni giorno più corto
e benché non sapesse il nome e neppure il paese
mi aspettò come un dono d’amore, fino dal primo mese.
Compiva sedici anni, quel giorno la mia mamma
le strofe di taverna, le cantò a ninna nanna
e stringendomi al petto che sapeva, sapeva di mare
giocava a far la donna, col bambino da fasciare.
E forse fu per gioco, e forse per amore
che mi volle chiamare, come Nostro Signore
della sua breve vita il ricordo, il ricordo più grosso
è tutto in questo nome, che io mi porto addosso
e ancora adesso che gioco a carte e bevo vino
per la gente del porto io sono, Gesù Bambino
e ancora adesso che gioco a carte e bevo vino
per la gente del porto io sono, Gesù Bambino
























