Potenziare la memoria serve, nel 2026, con l’intelligenza artificiale che fa tutto? Assolutamente sì. Si tratta di una dote squisitamente umana, che ci permette di effettuare collegamenti di valore in contesti come lo studio o il lavoro, spiccando rispetto a chi, invece, basa i progetti su output elaborati da un tool di AI senza metterci nulla di suo.

Il nostro corpo è una macchina quasi perfetta: questo vuol dire che, per fortuna, abbiamo dalla nostra parte diversi espedienti naturali che ci permettono di migliorare la memoria partendo da abitudini virtuose quotidiane.

Leggere ad alta voce? Sì, grazie!

Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, si è sentito ripetere che leggere ad alta voce è utile per la memoria! Siamo davanti a uno di quei casi in cui i luoghi comuni corrispondono a verità.

A dimostrarlo ci ha pensato più volte anche la scienza. Fra gli studi da citare a tal proposito ne troviamo uno pubblicato nel 2018 sulle pagine della rivista specialistica Memory e frutto del lavoro di un team di esperti attivi presso l’Università di Waterloo (Canada).

Ad avere un impatto positivo sulla memoria è la sinergia fra l’atto del parlare e l’ascolto di quello che si dice. Così facendo, si riescono a incamerare meglio le informazioni e a ottimizzare la memoria a lungo termine.

Attenzione all’alimentazione

L’alimentazione può rivelarsi un’alleata eccellente del potenziamento della memoria (nel momento in cui si seguono le indicazioni sullo stile di vita di cui parleremo meglio nelle prossime righe).

Fra i nutrienti più importanti a tal proposito troviamo la colina, una molecola affine alle vitamine del gruppo B. Sintetizzata dal fegato e fondamentale, nelle vesti di coenzima, in numerose reazioni metaboliche, si può trovare anche in fonti alimentari come gli spinaci e la frutta secca.

Tra i suoi benefici ricordiamo il contributo al buon funzionamento del sistema nervoso: non a caso, in contesti terapeutici viene spesso raccomandata per i pazienti che soffrono di depressione o hanno a che fare con le perdite di memoria.

Qualora, con i dati degli esami del sangue alla mano, si dovesse riscontrare una carenza, è possibile intervenire con supplementi mirati come Mavosten, l’integratore per la salute dei nervi.

Anche se il prodotto si può acquistare in pochi click online – è disponibile, come la maggior parte degli integratori autorizzati, sugli e-commerce di farmacia – prima di assumerlo è sempre opportuno consultare il proprio medico curante.

Parliamo infatti di un prodotto caratterizzato da un ingrediente particolare, ossia l’acido alfa lipoico. Noto per il suo effetto ipoglicemizzante, può rivelarsi problematico per i pazienti diabetici.

Sì, si tratta dell’ennesima situazione in cui è chiaro il fatto che anche quando si parla di prodotti naturali possono esserci dei pericoli per la salute.

Movimento, un toccasana speciale per la memoria

Il movimento fisico è un toccasana naturale e speciale per la memoria, in particolare negli anziani. Ancora una volta, la scienza ci viene incontro con dati che vale la pena esaminare.

Parliamo nello specifico di un lavoro di ricerca effettuato da un team della Mayo Clinic e pubblicato sulle pagine di Neurology.

Nel 2018, su tale rivista venivano ribadite le linee guida dei medici di base, ai tempi innovative, dedicate agli anziani con quadri di lieve deterioramento cognitivo: a questi pazienti è raccomandato il fatto di dedicarsi all’esercizio fisico, anche leggero, almeno due volte a settimana.

Muoversi – può bastare anche solo il cammino a passo sostenuto, se si è costanti – permette di ottimizzare l’irrorazione ematica al cervello e di dare un boost all’attività del cosiddetto Brain-Derived Neurotrophic Factor.

Altrimenti noto come BDNF, è una proteina che ha un ruolo basilare nella sopravvivenza e nella differenziazione dei neuroni.