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Dacia Maraini: «Abbiamo perso l’anima»

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Dacia Maraini

Dacia Maraini ha appena ricevuto il Premio Fondazione Campiello alla carriera, che già il The Guardian la segnala tra i favoriti per il prossimo Nobel per la letteratura. Prima donna in lista dopo lo scrittore giapponese Haruki Murakami.

Questa la motivazione dell’ambito premio: “Il nostro è un omaggio ad una scrittrice italiana tra le più conosciute. Già vincitrice del Premio Campiello nel 1990, la sua fama è dovuta anche al suo grande talento come critica, poetessa, saggista e sceneggiatrice. È diventata un riferimento della cultura italiana. Da sempre attenta ai temi femminili, è una delle voci più importanti della nostra narrativa”.

Avvolta da cotanta grandezza la osserviamo mentre parla del suo libro: “La grande festa”, incantando la folla della sua amata Pescasseroli. Il suo amore per la natura, che caratterizza molti dei suoi libri, lo riassume in poche parole: “E’ stato il caso a portarmi a Pescasseroli; ma poi è stata la certezza di una natura amica e di una cultura affine che mi ha convinta a rimanere e a mettere radici. Ogni volta che sono costretta a ritornare a Roma, ho il cuore amareggiato. In nessun posto dormo così bene come qui, in nessun posto scrivo bene come qui, in nessun posto cammino bene come qui, contemplando un paesaggio che non mi stanca mai per la sua aspra e serena bellezza”.

“La grande Festa”, un racconto di vita

Parlando del suo “La grande Festa”, un libro fortemente autobiografico, ripercorre la sua vita e lo fa attraverso aneddoti e ricordi nitidi del suo passato, raccontando della sua famiglia, degli amori e dei dolori che l’hanno attraversata, ma soprattutto soffermandosi su temi di grande attualità, problemi da sempre irrisolti, che toccano tutti noi molto da vicino.
Parla pacatamente di grandi e piccole questioni sempre con il sorriso, parla della morte e della sua mercificazione, parla della libertà di morire con dignità, d’amore, della mancanza di cultura e anche della mancanza di fiducia, nella quale sarebbe invece essenziale rifugiarsi per cambiare in meglio.

E tocca spesso temi molto cari alla nostra cultura “green”, parla di meravigliosi territori rovinati dalle costruzioni senza più anima, dell’orrore di tutti quei paesi in Italia ridotti a pattumiere a cielo aperto dove le persone, per ignoranza o esasperazione, passano per strada chiudendo gli occhi. Racconta dell’immondizia abbandonata sulle meravigliose scogliere siciliane e trova invece bellissimo gioire anche solo di un balcone fiorito, richiamando tutti al dovere di coltivare la bellezza perché, dice: “abbiamo perso l’anima”.

Godendo della musica di una chitarra che si alterna alle sue parole, le chiediamo cosa pensa del futuro in termini ecologisti e se conosce o meno la green economy:
“Non so moltissimo in termini tecnici di greeneconomy, ma quello di cui sono certa è che la nostra società è ormai sottomessa e dominata dalla finanza. Il tema del territorio non è un tema da sottovalutare, è una cosa che riguarda tutti noi.”

Poi racconta dell’ansia che l’ha attanagliata sentendo il rumore degli aerei Cessa proprio a Pescasseroli nei giorni torridi di Agosto, che andavano e venivano dal vicino lago di Barrea per spegnere gli incendi.

 

“Dovremmo tornare ad una produttività più autentica”

“L’inquinamento ci mette in pericolo e poi”, continua, ”dovremmo tutti tornare alla produttività più autentica, quella di casa nostra: noi tutti ormai siamo troppo distratti e mangiamo le cose che ci capitano. Per esempio, abbiamo della frutta speciale, in particolare abbiamo delle pere buonissime e rare, ma che facciamo? Compriamo pere cinesi, senza renderci conto che facendo così, mangiamo cose di scarsa qualità, togliamo lavoro ai nostri contadini e inquiniamo l’ambiente importando frutta su carghi che macinano chilometri su chilometri. Fare attenzione a queste cose significa anche dare un valore al vivere comune.”

Al termine dell’incontro Dacia si sofferma a scambiare quattro chiacchiere con le persone ed a firmare autografi. Ci avviciniamo anche noi di Dailygreen e sempre sorridendo ci chiede cosa facciamo e di che parliamo nel nostro giornale. “Lasciatemi un recapito, mi interessa molto l’ecologia…”.

Vi ricordiamo che da qualche giorno è disponibile nelle librerie il suo nuovo romanzo che parla di donne e alle donne si rivolge invitandole a non rinunciare mai all’amore verso se stesse: “L’amore rubato”.

 

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