Home Green in Action Depurare sfruttando la tecnologia green: ecco il nuovo brevetto italiano

Depurare sfruttando la tecnologia green: ecco il nuovo brevetto italiano

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Nel corso degli ultimi anni, in Italia diverse idee geniali si sono susseguite, fino al punto tale da portare alla luce dei prodotti estremamente innovativi e all’avanguardia. Grazie in modo particolare all’evoluzione della tecnologia, al giorno d’oggi ci sono delle possibilità inimmaginabili. Basti pensare all’universo dell’intrattenimento e a tutti i migliori siti di casino online, facilmente accessibili anche da smartphone ormai.

Parlavamo di brevetti e l’ultima novità, dopo un anno dal lancio del dispositivo a plasma freddo per combattere il Covid, in merito arriva dall’impiego dell’ozono come fonte per la depurazione dell’acqua così come per la sanificazione degli ambienti. Se fino ad ora, però, questo impiego era conosciuto a tutti, in realtà con l’arrivo della pandemia è emerso un vero e proprio boom nella domanda di strumenti e apparecchi in grado di garantire determinate garanzie e tutele nei confronti del virus.

Prima che arrivasse la pandemia e tutto quello che ha comportato, però, bisogna mettere in evidenza come in questo settore c’erano diversi studiosi che si possono considerare ora dei veri e propri pionieri, visto che avevano avuto la capacità di intuire che la richiesta in termini di sanificazione non solo di aria, ma anche di acqua, stava aumentando in maniera considerevole.

Come è nato il progetto di Ozobox

Giusto dodici mesi prima che dilagasse il Covid-19 in tutto il mondo, un gruppo di professionisti del Veneto ha cominciato a studiare e a sviluppare una nuova tecnologia, per fare in modo che potesse poi diventare diffusa su larga scala. Si tratta di un apparecchio che riesce a combinare un ottimo design a una serie di funzionalità che senz’altro possono rivelarsi profondamente utili nella vita di tutti i giorni di ciascuno di noi.

Così, dopo ben tre anni di duro lavoro, con due brevetti alle spalle, è stato finalmente presentato Ozobox. La prima fase della progettazione si è svolta all’interno di un laboratorio di ingegneria che si trova in quel di Limena, ovvero in provincia di Padova. Qui, infatti, sono stati creati ben tre prototipi che possono vantare l’apporto delle tecniche di stampa 3D più all’avanguardia.

In seguito, l’azienda ha preso la decisione di stabilire la propria sede in un altro comune, questa volta a Stra, nel Veneziano, dove al giorno d’oggi è presente il quartier generale. La produzione, invece, è stata esternalizzata nello stabilimento di Tolmezzo.

Questi apparecchi si caratterizzano per sfruttare per la maggior parte dei materiali e dei componenti che sono stati creati sul territorio italiano. Si tratta, ad esempio, delle schede elettroniche fino ad arrivare alla componente in plastica che caratterizza l’involucro. E l’assemblaggio è stato affidato a dei professionisti del Friuli.

Alla scoperta di Ozobox

Si tratta di un sanificatore portatile di ridotte dimensioni e dal design molto interessante, che è stato realizzato avendo in mente le esigenze di sanificazione e depurazione dei soli ambienti domestici. Proprio a tal riguarda sono stati brevettati diversi programmi e trattamenti specifici che diffondono all’interno delle stanze solamente un quantitativo di ozono che non va a porre in pericolo la salute e il benessere delle persone che vivono all’interno di quell’ambiente.

Ci sono voluti anni e anni di test e di controlli in laboratorio per la creazione di una tecnologia che trova nella portabilità il suo principale punto di forza, visto che si può trasportare in vacanza piuttosto ogniqualvolta se ne ha bisogno.

Tramite Ozobox c’è la possibilità di effettuare la sanificazione degli spazi, andando ad eliminare la carica microbica tramite l’ossidazione e provvedendo alla depurazione dell’acqua del rubinetto, facendo in modo di renderla decisamente sicura, ma al contempo anche molto più ricca di ossigeno. Un sistema che chiaramente ha dei riflessi decisamente interessanti a livello di benessere dell’organismo, dal momento che dà un contributo piuttosto importante per quanto riguarda il raggiungimento dell’obiettivo di riequilibrare le sue funzioni principali.

 

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