Home C'era una volta Don Sugarcane Harris, il violino del rock e non solo

Don Sugarcane Harris, il violino del rock e non solo

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Il 18 giugno 1938 a Pasadena, in California, nasce il violinista Don Harris detto “Sugarcane”, uno dei personaggi più interessanti del rock, del blues e del jazz degli anni Sessanta e Settanta

L’inizio a sedici anni

Il suo vero nome è Don Francis Bowman Harris. Comincia a interessarsi alla musica all’età di sei anni. Dal 1944 al 1954 studia violino classico con LC “Good Rockin ‘” Robinson e a sedici anni dà vita a un proprio gruppo, The Squires, con il quale si esibisce nei locali della sua zona e dalla seconda metà degli anni Cinquanta lavora con Dewey Terry, sotto la sigla Don & Dewey, registrando a Los Angeles per la Speciality. Nel decennio successivo lo si ritrova al fianco di Johnny Otis, con il quale registra anche per la Epic, e in tournée con Little Richard negli Stati Uniti e in Europa.

Molte collaborazioni

Don Sugarcane Harris suona e incide con Frank Zappa, John Mayall e altri musicisti rock e appare al Monterey Jazz Festival del 1970 sempre con il gruppo di Johnny Otis. In Europa partecipa ai Berlin Jazz Days del 1971. In quegli anni registra per la MPS e successivamente torna a esibirsi in duo con Dewey Terry e con Rhythm & Sounds Concert. Considerato uno dei migliori violinisti in attività, nel 1970 gli viene assegnato il premio International Critics Award dalla rivista specializzata Jazz & Pop, Sugarcane Harris possiede uno stile che affonda te sue radici nella tradizione blues. Tra i suoi maggiori ispiratori vanno annoverati Little Walter, B. B. King, Ray Charles, Bobby Bland, ma anche Miles Davis e infine John Coltrane. Muore il 30 novembre 1999.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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