Il 18 maggio 1927 nasce a Van Nuys, in California, il compositore, arrangiatore, sassofonista e clarinettista Duane Tatro, registrato all’anagrafe come Duane Lysle Tatro.

La prima scrittura a quindici anni

Duane ottiene la sua prima scrittura a soli quindici anni come clarinettista in una formazione diretta da Mel Tormé. Poco tempo dopo viene invitato da Stan Kenton a unirsi alla sua orchestra per un giro di concerti nel Sud degli Stati Uniti. Al termine della tournée Duane torna a frequentare regolarmente le scuole superiori, ma prosegue anche l’attività musicale suonando occasionalmente in orchestre da ballo. Durante il servizio militare inizia a interessarsi alla composizione e all’arrangiamento, intraprendendo poi studi severi di entrambe le materie, una volta ottenuto il congedo. Nel 1946 suona al fianco di Joe Venuti e di Dick Pierce. Nel 1947, terminato un corso di due anni alla University of Music of Southern California, si trasferisce a Parigi dove studia composizione con Arthur Honegger e Darius Milhaud.

Tra sperimentalismo e pop

Durante la sua permanenza in Francia, forma un piccolo gruppo con il quale si esibisce al fianco di Rex Stewart a Parigi e di Roy Eldridge in Tunisia. Rientrato negli Stati Uniti, Duane Tatro viene premiato per alcune sue composizioni caratterizzate dal tentativo di fondere il jazz con elementi della musica colta, utilizzando in particolare le ricerche sull’atonalità e sulla polifonia condotte dai maggiori compositori del XX secolo, ma cercando di mantenere intatta la vitalità ritmica e lo swing tipici del jazz. Per la realizzazione dei suoi lavori Tatro si avvale dell’apporto di alcuni dei migliori esponenti del jazz della West Coast come Jimmy Giuffre, Bill Holman, Shelly Manne, Lennie Niehaus, Bob Enevoldsen, Stu Williamson e altri. È famoso anche come compositore di colonne sonore per numerose serie televisive come “Dynasty” e “Love Boat”. Muore il 9 agosto 2020.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".