Il 22 maggio 1891 nasce a New Orleans, in Louisiana, il trombonista, compositore e direttore d’orchestra Eddie Edwards, registrato all’anagrafe con il nome di Edwin Branford Edwards.

La Original Dixieland Jazz Band

Eddie inizia a studiare il violino all’età di dieci anni e il trombone a quindici. Negli anni Dieci del Novecento è violinista in orchestre di fossa e trombonista nelle formazioni bandistiche di Jack “Papa” Laine e nell’orchestra di Ernest Giardina, ma per arrotondare le entrate gioca anche a baseball come professionista. Nel 1916 se ne va a Chicago con la Dixie Jass Band del batterista Johnny Stein, e quello stesso anno forma, insieme con il cornettista Nick La Rocca, la Original Dixieland Jazz Band. All’inizio degli anni Venti costituisce a New York la Eddie Edwards’ Jazz Orchestra che scioglie poco tempo dopo per unirsi al gruppo del pianista Jimmy Durante. Successivamente rientra nella Original Dixieland Jazz Band e ci resta fino al suo scioglimento nel 1925.

Il ritiro e il ritorno

Dopo la fine dell’Original Dixieland Jazz Band per un paio d’anni continua a suonare con un proprio gruppo poi abbandona l’attività musicale per fare prima l’edicolante e più tardi l’allenatore di una squadra di baseball. Riapparve sulle scene nel 1936, in occasione del revival della Original Dixieland Jazz Band e fa parte delle varie formazioni del gruppo successive alla defezione di Nick La Rocca. Da quel momento continua a esibirsi occasionalmente in band di jazz tradizionale nella zona di New York e dintorni, fino alla sua morta che avviene il 9 aprile 1963. Nick La Rocca così definiva il suo apporto alla band: «La nostra musica è come un vestito da donna: io taglio la stoffa, Larry Shields applica i merletti ed Eddie Edwards cuce il tutto».

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".