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Edoardo Vianello: «Dalle canzoni alle fontane, così sono green»

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edoardo vianello

Edoardo Vianello, l’indiscusso Re Mida dell’estate musicale italiana degli anni sessanta, è tra gli artisti italiani che ha venduto il maggior numero di dischi: cinquanta milioni.

Tra le sue canzoni più vendute, Abbronzatissima, I Watussi, La partita di pallone, Guarda come dondolo e Pinne fucile ed occhiali.

Da tempo Edoardo Vianello si dedica con altrettanta passione ad un altro suo amore, quello per le fontane di Roma. Da più di quindici anni censisce e fotografa le fontane della capitale, non solo quelle visibili a tutti ma anche quelle nascoste nei cortili di palazzi o dimenticate in antiche ville. Ne è nato un importante studio “Le 5000 fontane di Roma”, ora acquistabile su iTunes in diversi volumi.
Edoardo Vianello organizza conferenze nelle scuole, nei musei e nelle università sulle fontane di Roma e ci racconta la storia, gli aneddoti e le varie curiosità di questi “monumenti vivi”, come lui stesso li definisce. Il suo racconto, affascinante e tutt’altro che accademico, è arricchito da filmati musicati da importanti autori italiani come Ennio Morricone, Amedeo Minghi, Luca Barbarossa. Un modo per rendere questi monumenti ancora più affascinanti e soprattutto un’arte accessibile a tutti.

Edoardo Vianello, prima di tutto, quanto è “green”?

Mah, lo sono abbastanza. Faccio quello che è indispensabile per avere la coscienza a posto. Faccio la raccolta differenziata, in casa ho i tre raccoglitori per i rifiuti diversificati. E ho finalmente imparato a non buttare i pezzetti di carta a terra.

Come lei, Edoardo, buttava la carta a terra?

Sì, proprio così. Un tempo lo facevo, pensi che mi divertiva buttare i fazzolettini di carta dal finestrino dell’auto, era una sorta di gioco. Ma insomma questo accadeva tanto tempo fa, era una sciocchezza. Ora non lo farei mai più, credo che ognuno di noi, finalmente, abbia raggiunto una maggiore consapevolezza e di conseguenza maggior rispetto nei confronti dell’ambiente.

Quindi, ora, è più attento?

Sicuramente. Per esempio raccolgo le pile esaurite e, una volta raggiunto un buon numero, le getto negli appositi contenitori che, devo dire, non sempre è facile trovare. Non fumo e da questo punto di vista non inquino e poi anche nel cibo sto attento al consumo dei prodotti. Compro carne prevalentemente italiana. Ma questo per me non è un grande sacrificio dal momento che a tavola sono un abitudinario e compro sempre gli stessi alimenti negli stessi posti, per cui so quello che mangio e da dove viene.

Sappiamo che da un po’ di anni si dedica ad una sua grande passione: le fontane di Roma. Come nasce quest’interesse?

E’ una passione che ho sin da ragazzo. Nasce dal movimento dell’acqua, sempre diverso e ogni volta con una diversa musicalità. Le fontane sono dei monumenti vivi. Sto dedicando parte della mia vita allo studio sulle fontane di Roma, sono almeno quindici anni che mi dedico a questo mio studio personale attraverso la fotografia. Un grande lavoro di ricerca, ho attraversato migliaia di portoni di Roma, ville private, palazzi dello Stato, anche quelli meno accessibili attraverso permessi e richieste. Ho raccolto più di tremilacinquecentocinquanta fotografie. La particolarità di questa raccolta è che ad ogni fontana viene attribuito il rione o il quartiere di appartenenza. Un vero e proprio censimento che né il Comune, né la Regione hanno mai fatto.

Sono tantissime, un lavoro di ricerca enorme.

Roma è la città con più fontane in assoluto, ce ne sono di bellissime dalla più piccola e semplice, a quella monumentale. Un dono che dobbiamo ai nostri Papi. Roma è un museo all’aperto. Abbiamo la fortuna di abitare in una città che ci regala cose meravigliose e inaspettate. Passeggiando per le sue vie e viuzze si trovano delle fontane bellissime, costruite da artisti grandissimi che arredano il tessuto urbanistico della città.

E da questo suo lavoro ne è nata una raccolta.

Sì. Adesso stiamo pubblicando l’ottavo volume di “Le 5000 fontane di Roma” su iTunes. Sarà disponibile anche in lingua inglese e acquistabile all’estero. La pubblicazione in questo modo permette di sfogliare su un tablet tutte le fotografie che vuoi ed ad un costo molto ridotto.

Come mai la scelta di un e-book?

Un’opera cartacea di queste dimensioni sarebbe stata troppo costosa. Avrebbe richiesto un tipo di carta e un inchiostro particolari e una lunga serie di volumi. Immagini quanta carta sarebbe stata utilizzata. Consideri che ogni fontana ha una media di cinque fotografie, per un totale di circa venticinquemila immagini.

In questo modo, dunque, è un’opera ecosostenibile ed accessibile a tutti.

Sì, in effetti è vero, è anche ecologica.

Edoardo, sono troppo curiosa, qual è la sua fontana preferita?

La Fontana delle Tartarughe, carina e delicata. E’ sempre lì, resiste da cinquecento anni. Purtroppo le tartarughe come saprà, sono state rubate diverse volte, l’ultimo furto è avvenuto nel 1981 e una delle tartarughine questa volta è andata perduta per sempre, ne sono state ritrovate solo tre.

Torniamo al suo primo amore, la musica. Il 4 febbraio aprirà la sua scuola di musica, l’Accademia di Musica e Parole. Ci parli di questo suo progetto.

E’ un’accademia per tutti, non solo per chi vuole intraprendere la professione di musicista. Un’accademia di musica e parole, ci sarà infatti anche una sezione dedicata all’arte del parlare, allo studio del linguaggio e della dizione, rivolta non solo a chi voglia entrare nel mondo dello spettacolo, ma a tutti quelli che con la voce ci lavorano. Saper parlare in modo chiaro, incisivo, carismatico è importante per tutti.

Una scuola non solo per professionisti dello spettacolo dunque.

E’ aperta a chiunque vorrà semplicemente imparare a cantare o suonare uno strumento per diletto e a chi vorrà fare il cantante di professione. In questo caso si dovrà studiare la musica, il solfeggio, imparare a suonare uno strumento e soprattutto avere una buona preparazione sulla storia della musica, cosa che purtroppo i giovani di oggi spesso ignorano.

Cosa ne pensa dei talent-show?

Purtroppo sono le uniche possibilità che i giovani hanno per farsi conoscere. Non ci sono più trasmissioni televisive che osano proporre qualcosa di nuovo, sperimentare. La cosa che noto però è che spesso in questi talent, il canto, resta una cosa relativa. Spesso l’immagine, il personaggio prevalgono sull’artista.

Può essere un buon trampolino di lancio quindi?

Sì, però ripeto lo studio e la preparazione sono necessari. Non ci si deve affidare al caso. Devo dire che la media è migliorata molto rispetto ad un tempo. I giovani di oggi possono contare ad esempio sulle basi musicali, sperimentare molto di più. Non è più necessario avere un amico che suona uno strumento per poter cantare. Il rischio però c’è, ed è quello dell’imitazione dell’originale. C’è appunto il rischio di un appiattimento. Spero di poter dare con la mia scuola un piccolo contributo. Mi sento in dovere di farlo.

Come si chiama l’Accademia?

Sotto i raggi del sole, da un verso di una mia canzone. Non è difficile indovinare quale! Verso che dà anche un’idea di quello che sarà la nostra scuola, solare e interessante, con metodi di studio alternativi.

Dove si trova la scuola?

A Roma, nel quartiere Trieste ma non indovinereste mai in che strada.

Quale?

In via della Fontana…

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