Home C'era una volta Fabio Mataloni, il pianista della Original Lambro Jazz Band

Fabio Mataloni, il pianista della Original Lambro Jazz Band

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Il 21 maggio 1930 nasce a Milano il pianista Fabio Mataloni, uno dei protagonisti della scena jazz milanese degli anni Cinquanta e Sessanta.

Un’insegnante clandestina

A soli cinque anni inizia a studiare il pianoforte e a sette, nel 1940 si presenta come privatista all’esame di quinta presso il conservatorio di Milano. Incoraggiato dal prof. Lorenzoni a proseguire sistematicamente nello studio dello strumento, nel periodo bellico ci riesce soltanto saltuariamente grazie a un’insegnante “clandestina”, una ragazza ebrea d’origine austriaca fuggita a Minano da Vienna per sottrarsi alle persecuzioni e che aveva trovato rifugio presso una famiglia milanese. Dopo la Liberazione e l’arrivo degli alleati scopre il jazz. Matura così la decisione di abbandonare il repertorio classico e inizia a studiare le tecniche dei pianisti neri degli anni Venti e Trenta, in particolare Fats Waller e Teddy Wilson.

L’incontro con Clerici e la nascita della band

Nel 1949 incontra Claudio Clerici e insieme decidono di mettere dar vita a una band. In poche settimane ai due si uniscono Renzo Clerici, Herman Meyer, Jack Russo e Giancarlo Garlandini. Le specifiche conoscenze jazzistiche di Clerici, di Russo e Mayer trovano in Mataloni il pianista giusto per realizzare quello che era stato a lungo un loro sogno: la nascita di una band di jazz revival. Un anno dopo, nel 1950, si presenta per la prima volta al pubblico milanese la Original Lambro Jazz Band di cui Mataloni resta l’arrangiatore e il pianista fino al 1954 quando decide di dedicarsi al sousaphone, lasciando la tastiera a Vanni Moretto. Tutte le registrazioni della Original Lambro Jazz Band fino al 1955 sono sue orchestrazioni e vi figura alternativamente al piano o al sousaphone. Come solista, ha registrato due ragtime per la Parlophone: Twelfth Street Rag e Meaple Leaf Rag.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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