Home C'era una volta Gorni Kramer, una fisarmonica da jazz

Gorni Kramer, una fisarmonica da jazz

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Il 22 luglio 1913 nasce a Rivarolo Mantovano, in provincia di Mantova il fisarmonica e direttore d’orchestra Gorni Kramer. Il nome vero è Francesco Kramer Gorni dove Gorni è il cognome, non il nome.

Un diploma in contrabbasso

Inizia prestissimo lo studio della fisarmonica sotto la guida del padre, famoso fisarmonicista che con il nome di Gallo aveva diretto per molti anni un fortunato complesso specializzato in balli campagnoli. Compie gli studi al liceo di Mantova e al conservatorio di Parma, dove si diploma in contrabbasso. Con questo strumento esordisce suonando in alcune orchestre sinfoniche. Passa poi alla fisarmonica e forma i suoi primi gruppi musicali per suonare nei locali da ballo. Ha il merito incontestabile di scegliere sempre con cura i musicisti e di dare a tutte le esecuzioni un’impronta jazzistica.

Dal jazz alla rivista

Nel 1934-1935, con un quintetto comprendente Romero Alvaro, Armando Camera, Ubaldo Beduschi e Giuseppe Radaelli, inizia a suonare all’Embassy Club imponendosi rapidamente. Da allora prende parte a numerosissime tournée teatrali in tutta Italia, dirigendo un proprio complesso con il quale effettua anche parecchie incisioni. Ricostituita la sua orchestra dopo la guerra incide vari dischi. Nel 1948 partecipa a una tournée in Inghilterra con il fisarmonicista Wolmer Beltrami. Nel 1949 si reca a Parigi dove, in qualità di contrabbassista, rappresenta l’Italia al Festival Internazionale del Jazz insieme ad Armando Trovajoli e Gil Cuppini. Dal 1952 abbandona progressivamente il jazz, esibendosi in tournée, componendo musiche per riviste e dirigendo un’orchestra per la TV. È stato incontestabilmente uno dei migliori solisti italiani del periodo 1935-1950 e uno dei migliori fisarmonicisti jazz di tutto il mondo. Muore a Milano il 26 ottobre 1995.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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