Il 23 maggio 1921 nasce a Windsor, in Inghilterra, il trombettista e cornettista Humphrey Lyttleton, un autorevole esponente del New Orleans Revival inglese.

Dopo la guerra, l’orchestra

Lyttleton, inizia la sua carriera di musicista subito dopo la seconda guerra mondiale, con i Dixielanders di George Webb e quindi nel 1948 costituisce una propria orchestra di cui fanno parte Wally Fawkes al clarinetto, Harry Brown al trombone, George Webb al piano, Nevil Skrimshire al banjo, Les Rawlings al contrabbasso, John Robinson alla batteria oltre, naturalmente, lo stesso Lyttelton alla tromba. Proprio con questa orchestra si esibisce dapprima al festival del jazz di Nizza quindi al Londoner Jazz Club. Nel 1949 la sua orchestra è molto popolare e ha il privilegio di accompagnare Sidney Bechet. Dal 1949 al 1951 l’organico della formazione cambia spesso. Per esempio Keith Christie prende il posto di Harry Brown mentre Ian Christie sostituisce Wally Fawkes.

Le evoluzioni successive

Nel 1951 effettua alcune sedute di registrazione con alcuni musicisti della Graeme Bell Orchestra, la formazione del pianista australiano che si è fatta conoscere per la prima volta in Inghilterra durante una tournée nel 1947. Nel 1952 Lyttelton e la sua orchestra incidono alcuni calypso con musicisti indios ma, per l’occasione, adottano il nome di Paseo Band. Nel 1959 con la sua orchestra Humphrey effettua la sua prima tournée negli Stati Uniti. Personalità estremamente poliedrica, è tra l’altro vignettista di buon successo e giornalista di talento, Lyttelton viene a ben ragione considerato una delle personalità di maggior spicco del New Orleans Revival inglese. Verso la fine degli anni Cinquanta del Novecento abbandona il dixieland per una forma jazzistica più avanzata. Muore il 25 aprile 2008.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".