Home C'era una volta I comunisti andranno all’inferno

I comunisti andranno all’inferno

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Il 13 luglio 1949 un decreto del Santo Uffizio dispone la scomunica nei confronti di tutti gli appartenenti al Partito Comunista o a organizzazioni collaterali, nonché degli elettori e dei propagandisti delle idee comuniste.

O con Cristo o contro Cristo

Nella sostanza secondo il Santo Uffizio tutti gli aderenti e i simpatizzanti del partito comunista sono condannati inesorabilmente all’inferno, cioè a non poter essere parte del progetto di salvezza di Cristo. In politica, afferma il papa Pio XII bisogna scegliere se «stare con Cristo o contro Cristo».

Il nemico interno

La Chiesa diventa così uno degli elementi più attivi nella battaglia contro quello che è il principale “nemico interno” secondo la logica internazionale dei due blocchi contrapposti. In Italia, come nel resto dell’occidente si scatena un’aspra battaglia anticomunista che assume, soprattutto nei primi periodi, l’aspetto di una vera e propria “crociata”. Ci vorranno anni per modificare questo atteggiamento che non sparirà mai del tutto.

 

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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