Ha aperto a Roma, a Palazzo Bonaparte, Piazza Venezia, 5 (angolo Via del Corso) la straordinaria e imperdibile mostra dedicata al più grande artista giapponese di ogni tempo: Kastushika Hokusai (1760-1849) fino al 29 giugno 2026.
Arthemisia – in occasione dei 160 anni delle relazioni tra Italia e Giappone – ha realizzato questa imperdibile mostra a Palazzo Bonaparte dedicata all’arte orientale e all’artista che ha creato immagini leggendarie entrate ormai da tempo nell’immaginario occidentale popolare contemporaneo, quali La Grande Onda di Kanagawa, le Trentasei vedute del monte Fuji e i Manga, ma non scordiamo quanto essa abbia influenzato la cosiddetta arte moderna e la cultura occidentale fin dall’ottocento.
Come sottolinea la stessa Presidente Arthemisia – Iole Siena:
- Dalla celebre Grande Onda alle vedute del Monte Fuji, possiedono una forza poetica e una modernità sorprendenti. In esse convivono natura e vita quotidiana, energia e silenzio, osservazione e immaginazione. È difficile pensare all’arte moderna europea senza ricordare quanto le sue stampe abbiano influenzato artisti come Monet, Van Gogh o Gauguin. Il suo sguardo ha attraversato i confini del Giappone per trasformarsi in una fonte di ispirazione per tutta l’arte occidentale.
Promossa dal Presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati, con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia in Roma, dell’Ambasciata del Giappone in Italia, dell’Istituto Giapponese di Cultura, della Regione Lazio e del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, la mostra è realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale di Cracovia, è prodotta e organizzata da Arthemisia ed è curata da Beata Romanowicz con la consulenza scientifica ed editoriale per i contenuti testuali, audiovisivi e divulgativi di Francesca Villanti. Main partner dell’esposizione è la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, con Fondazione Cultura e Arte e Poema. Un ricco catalogo edito da Moebius, è corollario alla mostra, con i testi di
Iole Siena, Presidente di Arthemisia, Federico Mollicone, Presidente della 7ª Commissione Cultura della Camera dei deputati, Ryszard Schnepf, Ambasciatore della Repubblica di Polonia in Italia, Ono Hikariko, Ambasciatrice del Giappone in Italia, Alessandra Taccone, Presidente Terzo Pilastro – Internazionale, Andrzej Szczerski, Direttore del Museo Nazionale di Cracovia.
Hokusai è il grande protagonista della stagione artistica del periodo Edo (1603–1868), l’epoca straordinaria in cui fiorisce la cultura del “Mondo fluttuante”, l’Ukiyo-e, destinata a trasformare profondamente l’immaginario giapponese e, in seguito, quello occidentale. Pittore e incisore prolifico, visionario e instancabile, Hokusai è conosciuto in tutto il mondo soprattutto per le sue celebri stampe Ukiyo-e nelle quali la natura, il movimento dell’acqua, il paesaggio e le figure che animano la vita quotidiana del Giappone si trasformano in immagini di sorprendente forza poetica e modernità.
Con oltre 200 opere provenienti dal Museo Nazionale di Cracovia ed esposte per la prima volta al mondo in una mostra monografica in Italia, l’esposizione ripercorre l’intero arco creativo dell’artista, dalle opere legate alla tradizione a quelle più rivoluzionarie, in un percorso ricchissimo ed estremamente suggestivo.
La mostra offre anche una chiave di lettura affascinante delle opere del maestro: al centro delle sue immagini non c’è soltanto la natura monumentale, ma l’essere umano. Tra le vedute del Giappone e la presenza costante del sacro Monte Fuji, Hokusai osserva la vita con straordinaria sensibilità. Spesso iFuji arretra sullo sfondo, mentre in primo piano emergono gesti e dettagli del quotidiano: una capanna costruita dall’uomo, il dorso di un cavallo lungo la strada, il profilo di un tetto che dialoga con quello di una collina.
Accanto alla centralità dell’uomo emerge un altro grande protagonista dell’opera di Hokusai: l’acqua. Non soltanto nella celebre Onda, qui presentata in una delle prime tirature, ma nelle infinite variazioni con cui l’artista la osserva, la studia e la reinventa.
L’acqua scorre impetuosa nella serie Un viaggio tra le cascate di varie province (Shokoku taki meguri), si frantuma in vortici e spruzzi, si distende in superfici silenziose o diventa pura energia visiva. In ogni immagine il movimento nasce da una precisione del segno straordinaria, capace di trasformare la natura in ritmo e armonia.
La mostra mette in luce anche aspetti meno noti ma irresistibili della personalità di Hokusai, come l’umorismo e la leggerezza. Emblematica, in questo senso, è la raffinata stampa surimono Autoritratto come pescatore, in cui l’artista gioca con la propria immagine con ironia e libertà.
Con il medesimo humor ha citato sua ricerca artistica lasciandoci testimonianza della sua attenzione all’essere umano nella meravigliosa scoperta del suo stile:
- “… Tutto ciò che ho disegnato prima dei settant’anni non vale la pena di essere considerato… A novant’anni avrò penetrato il mistero della natura. A cento anni sarò un artista meraviglioso. A centodieci anni tutto ciò che creerò, un punto, una linea, prenderà vita come mai prima. A tutti voi che vivrete a lungo come me, prometto di mantenere la mia parola”.
Non era solo una provocazione. Queste parole raccontano bene la straordinaria idea che aveva di sé stesso e dell’arte: un cammino infinito di studio, osservazione e perfezionamento, in cui l’artista non smette mai di imparare. Fu infatti proprio dopo i settant’anni che realizza alcuni dei suoi capolavori più celebri, tra questi proprio la sua immagine più nota: la Grande Onda presso Kanagawa.
Negli ultimi anni firmava spesso le sue opere “Gakyō rōjin”, il “Vecchio Pazzo per la Pittura” un nome che racconta bene l’energia inesauribile con cui continua a osservare il mondo e reinventarlo attraverso il disegno.
Accanto ai capolavori di Hokusai, l’esposizione presenta anche un insieme di oltre 180 pezzi tra libri rarissimi e preziosi oggetti giapponesi, tra cui laccature, smalti cloisonné, accessori da viaggio, armature, elmi e spade, oltre a strumenti musicali tradizionali. I costumi (kimono, giacche haori e fasceobi) accompagnano visivamente la visita, creando un dialogo continuo tra arte, vita quotidiana e spiritualità della cultura giapponese.
La mostra si arricchisce anche di uno sguardo diverso sul Giappone dell’Ottocento grazie alle fotografie di Felice Beato: italiano, fotografo viaggiatore tra i primi a documentare il Paese appena aperto all’Occidente. Le sue immagini, raccolte in un video che ne racconta la vita e l’attività artistica, restituiscono paesaggi, città e scene di vita quotidiana che dialogano idealmente con l’universo visivo del maestro giapponese.
Infine, un percorso didattico che si snoda attraverso le sale permetterà al visitatore di addentrarsi nel complesso ma affascinante mondo della produzione tecnico-artistica delle opere di Hokusai e dei suoi allievi. Hokusai è stato, e continua a essere, un ponte tra Oriente e Occidente, l’artista che più di ogni altro ha reso possibile un dialogo profondo e duraturo tra due tradizioni artistiche che ancora oggi continuano a incontrarsi e arricchirsi reciprocamente. Non è un caso che proprio Hokusai sia stato scelto per rappresentare l’evento culturale più rilevante del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone.
La ricchezza della mostra, materiale raccolto per la maggior parte da Feliks Jasieński, raffinato collezionista e appassionato d’arte giapponese, permette di seguire l’intero percorso del maestro, restituendo continuità e trasformazioni di una ricerca protratta per decenni.
Nelle opere di Hokusai il segno unisce rigore e invenzione: natura, paesaggio e gesto umano si organizzano in immagini di forza immediata, sostenute da un’intelligenza compositiva che non cerca l’effetto ma la necessità della forma. Nella raffinatezza delle soluzioni tecniche, nei passaggi di tono, nelle molteplici variazioni, il disegno diventa metodo, esercizio dello sguardo e libertà dell’immaginazione. Questa libertà creativa lo porterà a dare forma agli Hokusai Manga, i celebri “disegni che fluiscono liberamente dal pennello”, in cui la ricerca dell’essenza prevale sull’imitazione del reale, un’idea che resta viva anche nella cultura visiva contemporanea.
La qualità del segno di Hokusai, essenziale e audace insieme, capace di costruire lo spazio con pochi tratti e di chiarire la forma nel colore, spiega perché la sua arte abbia oltrepassato i confini del suo tempo e del suo paese e abbia contribuito, nell’Europa di fine Ottocento, alla nascita del Giapponismo, aprendo un dialogo tra Oriente e Occidente destinato a segnare la modernità europea.
Le foto, panoramiche all’interno del museo, sono di Valter Sambucini
SEDE – Palazzo Bonaparte – Piazza Venezia, 5 (angolo Via del Corso) Roma.
ORARIO – dal lunedì al giovedì 9.00 – 19.30 venerdì, sabato e domenica 9.00 – 21.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Aperture straordinarie – Domenica 5 aprile 9.00 – 21.00 – Lunedì 6 aprile 9.00 – 21.00 – Sabato 25 aprile 9.00 – 21.00 – Venerdì 1° maggio 9.00 – 21.00 – Lunedì 1° giugno 9.00 – 21.00 – Martedì 2 giugno 13.00 – 21.00 – Dal 27 al 29 giugno 9.00 – 23.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)

























