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Il più grande parco solare nel deserto

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Si trova vicino Abu Dhabi il più grande parco solare del Medio Oriente. Si estende su due chilometri e mezzo quadrati di deserto, una superficie pari a quella necessaria per giocare 285 incontri di calcio regolamentare. E’ una vera rivoluzione.

“E’ una pietra miliare per la diversificazione economica del Paese ed un passo avanti verso il raggiungimento di una sicurezza energetica a lungo termine,” ha dichiarato il presidente degli Eau, sceicco Khalifa Al Nahyan.

Shams I, che in arabo significa “sole”, e’ costato 460 milioni di euro e con un capacita’ di 100 megawatts e’ in grado di fornire elettricita’ a ventimila case.

Nonostante gli Emirati Arabi Uniti siano tra i principali esportatori di petrolio, la consapevolezza di avere i decenni contati prima dell’esaurimento delle riserve, ha spinto il governo ad investire sostanzialmente nel settore delle energie pulite, facendosi gia’ pioniere del progetto Masdar City, la cittadina ad impatto ambientale zero che ospitera’ 50.000 abitanti.

“Cio’ che sta avvenendo dimostra che il Medio Oriente non sara’ considerato solo uno dei maggiori produttori ed esportatori di greggio ma tra i principali esportatori ed esperti in energie rinnovabili al mondo,” ha commentato Adnan Amin, segretario generale dell’Irena, l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili creata nel 2011 e per la quale, non casualmente, si e’ scelta come sede Abu Dhabi.

Con la messa in funzione di Shamas I, negli Emirati si concentra il 68% della capacita’ energetica solare della regione del Golfo, il 10% di quella mondiale.

La prima economia della regione, l’Arabia Saudita, ha iniziato un percorso simile, con investimenti che sfiorano il milirado di euro per un programma nel 2030 consentira’ la produzione di 54.000 megawatts di energia rinnovabile, 41.000 prodotte da energia solare. Per l’inaugurazione del suo primo progetto mancano, tuttavia, almeno due anni ancora.

Mentre il consumo energetico nell’area del Golfo aumenta ad un tasso dell’otto percento annuo, anche Qatar ed Oman stanno volgendo sguardi ed investimenti nell’energia green.

Avere un’alternativa energetica spendibile domesticamente nel breve termine, significa, inoltre, risparmiare a casa e vendere con profitto idrocarburi all’estero.

In scala certamente piu’ ridotta anche la Giordania, ancor prima delle monarchie petrolifere, ha avviato la propria strategia energetica rinnovabile contando sulla microdiffusione degli impianti solari.

Cosi’ i paesi del Nord Africa, Algeria e Marocco in testa, ai quali mancano tuttavia i fondi necessari per realizzare ambiziosi progetti che consentirebbero l’esportazione di energia solare nel cuore dell’Europa.

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