Il 25 maggio 1965 muore a New York il trombonista Jack Lacey, uno dei personaggi più interessanti della scena dixieland.

La prima scrittura con Oliver Naylor

Nato a Lancaster, in Pennsylvania, il 26 giugno 1909 o 1911 ottiene la sua prima importante scrittura con l’orchestra di Oliver Naylor a Philadelphia intorno al 1928. Negli anni Trenta si trasferisce a New York, dove oltre a svolgere attività da freelance, suona nelle rchestre del violinista Tal Henry e del pianista Joe Reichmann. Nel 1934 Lacey si unisce all’orchestra di Benny Goodman, contribuendo a alcune delle registrazioni più celebri della formazione. La cantante Peggy Lee sulla rivista Downbeat, sostiene che i suoi interventi al trombone siano stati gli unici pregi della registrazione di Blue Moon di Goodman per la Columbia

Musicista di studio

Negli anni seguenti lavora come musicista di studio della Columbia Broadcasting System peroltre cinque anni. Pur avendo trascorso gran parte della sua carriera in un ruolo piuttosto anonimo come quello di session man, Jack Lacey ha registrato un album come leader per la MGM nel 1962, intitolato Trombone on the Town. Le sue ultime esibizioni al di fuori dello studio di registrazione risalgono agli anni Sessanta con la Merle Evans Band. Jack Lacey è considerato un musicista influente nel dixieland, Eccellente trombonista il suo stile ricorda quello di Jack Teagarden.

 

Previous articlePatti LaBelle, l’icona del Soul e R&B
Next articleGatto Panceri, un cantautore raffinato
Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".