Home C'era una volta Ma Rainey, la madre del blues

Ma Rainey, la madre del blues

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Il 26 aprile 1886 a Columbus, Georgia nasce Ma Rainey, una delle più grandi cantanti della storia del blues.

Una fama leggendaria

Il suo vero nome è Gertrude Pridgett e dopo essersi fatta le ossa girovagando per gli stati del sud degli Stati Uniti viene scoperta e lanciata dalla nascente industria discografica di Chicago e conquista una fama leggendaria. Se a Bessie Smith è toccato il titolo d’imperatrice del blues, la Rainey viene soprannominata “Mother of the blues”, madre del blues. È lei la prima grande vedette nera della storia della musica statunitense e l’originale creatrice dello stile del blues classico. A quattordici anni esordisce in uno spettacolo di vaudeville e a diciotto spose l’attore e ballerino Will “Pa” Rainey col quale forma un solido sodalizio artistico e sentimentale.

L’incontro con Bessie Smith

In quel periodo lavora anche con i celeberrimi Rabbit Foot Minstrels e incontra la giovanissima esordiente Bessie Smith di cui diventa amica e consigliera. Lo stile di Ma Rainey fonde la tensione realistica del blues rurale con l’equilibrio espressivo degli stili vocali urbani. Altri lo chiameranno “classic blues”. Con lei suonano con grandi solisti del jazz e del blues come Armstrong, Tommy Ladnier, “Georgia Tom” Dorsey e Tampa Red. Nel 1933 dopo la morte di una sorella e della madre si ritira a Rome, in Georgia, dove resta fino alla morte, avvenuta il 22 dicembre 1939

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".