Home C'era una volta Marky Markowitz, una tromba per molte orchestre

Marky Markowitz, una tromba per molte orchestre

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L’11 dicembre 1923 nasce a Washington il trombettista Marky Markowitz, registrato all’anagrafe con il nome di Irwing Markowitz.

Le esperienze prima di Herman

Inizia gli studi musicali sotto la guida di Fred Leonberger e ottiene il suo primo importante ingaggio nel 1942 nell’orchestra di Charlie Spivak. Negli anni immediatamente successivi suona con le orchestre di Jimmy Dorsey, Boyd Raeburn e Buddy Rich prima di entrare a far parte stabile della formazione di Woody Herman con la quale prende parte a diverse sedute di incisione senza peraltro avere molte occasioni per emergere come solista. Miglior sorte ottiene aggregandosi al gruppo di Sonny Berman, comprendente alcuni dei migliori elementi dell’orchestra di Herman. Negli anni Cinquanta suona a Washington e a New York come musicista di studio, prima di aggregarsi nel 1958 all’orchestra del pianista-arrangiatore Ralph Burns, con cui registra ottimi dischi per la Decca avendo finalmente modo farsi notare come solista.

Vagabondaggi musicali

All’inizio degli anni Sessanta suona e incide con l’orchestra di Billy Pots, la cui sezione di trombe comprende Art Farmer, Harry Edison, Charlie Shavers, Bernie Glow e, naturalmente, Markowitz. Nel decennio successivo frequenta il gruppo creato da Harry Lim, produttore della casa discografica Famous Door, partecipando a numerose sedute di incisione, avendo come illustri partners John Bunch, Al Cohn, Milt Hinton, Grady Tate, Phil Bodner, Bucky Pizzarelli. Con alcuni di questi musicisti costituisce un suo sestetto con il quale si esibisce con successo in vari locali di New York. Muore il 18 novembre 1986.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".