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Nasce la classifica della musica nera

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Nasce la classifica della musica nera

Il 25 giugno 1949 vengono per la prima volta pubblicate negli Stati Uniti le classifiche dei dischi rhythm and blues più venduti.

Riconoscimento della musica nera

Le classifiche di vendita del rhythm and blues sono in realtà un modo per dare spazio, anche se in un contenitore separato, alla musica nera. Il termine “rhythm and blues”, ideato da Jerry Wexler, nel 1949 giornalista per la rivista Billboard. Sostituisce quello di “Race music”, fino a quel momento utilizzato per indicare la musica leggera nera di quel periodo, considerata la musica ideale per divertirsi dalle persone che erano ancora escluse dai club, dai teatri, dai cinema di prima visione.

L’inizio di un processo

In un paese in cui per gran parte degli uomini e delle donne dalla pelle nera i diritti umani sono ancora da conquistare e il segnale è importante al punto che di lì a poco gli sviluppi della musica nera contribuiranno a cambiare i gusti del pubblico bianco, soprattutto giovane, che, sedotto dalla ritmica e dai vocalizzi della musica dei neri, finirà per rifiutare le orchestrazioni pop derivate dai musical.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".