Home Green Economy Nuove modalità di mobilità: il noleggio auto

Nuove modalità di mobilità: il noleggio auto

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Noleggio auto

Quello della modalità è un settore da sempre molto attento e sensibile alle novità che vengono introdotte. Nel corso degli anni il mondo dei motori ha assistito a diversi cambiamenti e da un po’ di anni stiamo assistendo ad una graduale crescita di soluzioni che aiutano l’ambiente. Si è partiti dal noleggio lungo termine, ancora molto attuale, e si è arrivati alla naturale evoluzione del car sharing, una forma di condivisione d’auto che aiuta l’ambiente.

Il noleggio è infatti una formula molto utilizzata dagli automobilisti privati e da quelli che possiedono Partita Iva. Soprattutto a causa dei grandi vantaggi fiscali che derivano dal noleggio dell’auto. Tra i vantaggi che la formula “long term” permette, c’è quello di usufruire delle deduzioni e delle detrazioni previste dalla normativa fiscale.

Grazie alle novità fiscali è possibile per le partite Iva dedurre l’importo dei canoni del Noleggio a Lungo Termine. Il canone totale è composto da due voci: la quota finanziaria (o quota noleggio) e la quota servizi (che raggruppa costi come l’assicurazione, la manutenzione e i servizi accessori). E’ fondamentale che la fattura di locazione riporti le due voci in maniera distinta. La deducibilità dalle imposte dirette dei canoni di noleggio dipende dal tipo di utilizzo dell’autoveicolo. Esistono diverse casistiche alle quali si applicano diverse percentuali di deduzione.

Se il veicolo è destinato ad essere utilizzato esclusivamente come bene strumentale nell’attività propria dell’impresa, oppure se è impiegato con finalità pubbliche (veicolo “ad uso pubblico”), è possibile dedurre il 100% dell’importo della quota finanziaria e della quota servizi.

Se il veicolo è assegnato in uso promiscuo ad un dipendente per la maggior parte del periodo d’imposta (“fringe benefit”), è possibile portare in deduzione il 70% della quota finanziaria e della quota servizi. Nel caso in cui il veicolo non sia un bene esclusivamente strumentale e non venga concesso in “fringe benefit” ad un dipendente, la deduzione ammessa è pari al 20% della quota finanziaria (fino ad un massimo di 3.615,20 euro con ragguaglio ad anno) e della quota servizi.

Il fenomeno del car sharing

Negli ultimi anni è anche cresciuta la fetta di automobilisti che utilizzano servizi come il car sharing per muoversi nella città. Secondo una recente indagine dell’Osservatorio “Audimob” di Isfort, due cittadini su tre conoscono bene il car sharing o almeno ne hanno sentito parlare e sono disposti ad utilizzarlo in alternativa agli spostamenti con l’auto di proprietà (54,5%).

Questo successo è confermato anche dai numeri che negli ultimi anni sono lievitati, arrivando a circa 40.000 biciclette offerte in bikesharing in 265 Comuni, circa 8.000 auto in car sharing per 1.077.589 utenti, nelle due formule free floating (l’auto che si preleva e si lascia ovunque) e station-based (si preleva e lascia in appositi spazi) e a circa 2,5 milioni di utenti per il carpooling extraurbano.

Continua inoltre a salire il numero di veicoli a zero emissioni, è elettrico infatti il 27% degli scooter e delle auto condivise che circolano nelle città italiane. Nel triennio 2015-2017 i principali servizi di mobilità condivisa sono aumentati del 50%. Dal punto di vista territoriale, le regioni del sud hanno fatto registrare una crescita più forte della mobilità condivisa con un più 57% nel triennio e Milano si conferma il fiore all’ occhiello in Italia per sharing mobility.

 

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