Il 20 maggio 1969 muore in un incidente automobilistico a Mexico City il bassista Ralph Pena, il cui nome completo è Ralph Raymond Pena

Figlio d’arte

Nato a Jarbidge, nel Nevada, il 24 febbraio 1927, Ralph è figlio di un chitarrista e inizia a occuparsi di musica studiando baritono e tuba a Sacramento e a San Francisco nello State Teacher’s College. Nel 1942 ottiene la sua prima scrittura nella formazione di Jerry Austin che opera in California e con la quale rimane fino al 1944 suonando in seguito quasi esclusivamente con musicisti di stile californiano. Dal 1948 al 1949 è con Nick Esposito. Nel 1950 suona con Art Pepper, Vido Musso, Cal Tjader e dal 1951 al 1952 è con Billy May. Tra il 1953 e il 1955 suona spesso con Barney Kessel e nel 1954 per un breve periodo con Stan Getz nonché nella formazione di Charlie Barnet. Tra il 1955 e il 1956 suona nel gruppo di Shorty Rogers. Dal 1956 al 1957 suona frequentemente con Jimmy Giuffre.

La collaborazione con Sinatra

È questo un periodo di intensa attività per il bassista che, tra il 1956 e il 1959, appare spesso al fianco di Buddy De Franco. Trova comunque il modo di formare anche una propria band con la quale si esibisce ad Hollywood, allo Sherry’s, e al festival di Newport del 1957. Tra i componenti più conosciuti del suo gruppo ci sono il pianista Hampton Hawes e il sassofonista Carl Perkins. Successivamente forma un quartetto per uno spettacolo televisivo dando anche diversi concerti nell’area di Los Angeles. Nel 1959 suona in duo con Pete Jolly incidendo anche alcuni dischi. Il loro sodalizio durerà fino al 1962. Sempre nel 1959 dopo una tournée in Europa con George Shearing e gira per il mondo al seguito di Frank Sinatra. Con Sinatra sviluppa un’intensa collaborazione. Mentre si trova in Messico per la lavorazione di un film, viene coinvolto nell’incidente automobilistico nel quale trova la morte.

 

Previous articleBobby Bryant, una tromba per tutti i generi
Next articleLa leggenda di Alejandro De Tomaso
Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".