Con piacere segnalo l’ultimo saggio di sociologia e critica d’arte di Carla Guidi “SALVARSI LA PELLE CON L’ARTE” In un mondo immaginario e iperconnesso (IL VICOLO, Cesena 2025) che sarà presentato alla Libreria del Palazzo delle Esposizioni martedì 28 aprile 2026 ore 18,00 in via Milano 15/17 – Roma Tel 06.48941211

Presenterà il Prof Sergio Rossi – Dialogo con gli artisti Marco Manzo (Tatuatore) Ale Senso e Maupal (StreetArtist) ed il giornalista Massimo De Simoni. Interverrà Eugenia Bianchini – Direttrice dell’Accademia Regionale Ars Estetica in Roma. Sarà presente l’autrice https://www.facebook.com/LibreriaPER

Il libro si propone di analizzare forme espressive con radici millenarie come il Tatuaggio e la Street Art, riemerse in un mondo globalizzato iperconnesso, destinato a subire le nuove trasformazioni e i condizionamenti dell’epoca ipermoderna che, come ci ricorda il sociologo Gilles Lipovetsky, rappresenta un’esasperazione della modernità, caratterizzata da forme di accelerazione sociale, orientate alla velocità estrema e al superamento di ogni limite.

I temi principali del libro riguardano il Tatuaggio come strumento per rappropriarsi del proprio corpo in un’epoca di estetica anestetizzata -caratterizzata appunto dalla mancanza di sensibilità e reattività nei confronti dell’arte – e la Street Art come espressione di culture murali dialoganti con la città reale e immaginaria. Emerge il parallelismo tra i muri delle città e il segno sulla pelle come forme d’arte in espansione a partire dagli anni settanta ad oggi.

L’autrice indaga la tesi secondo cui queste arti possano rappresentare una reazione e una risposta alla teoria della “scomparsa della realtà”, a mio avviso strettamente legata al pensiero del sociologo francese Jean Baudrillard, dove la distinzione tra ciò che è reale e ciò che è simulazione sfuma completamente. Si aggiunge il fenomeno della “frammentazione delle identità moderne”, mediante la perdita nella società odierna di un “Io” unitario e coerente che, a differenza delle epoche passate appare come un mosaico, spesso contraddittorio e fluido.

L’opera è suddivisa in vari capitoli che approfondiscono il legame tra l’estetica, la sociologia e le nuove forme di comunicazione visiva. L’autrice riflette su come l’immaginario collettivo scorra senza limiti su frammenti di iperboliche identità che ignorano i confini fisici e culturali, e interpreta l’arte come strumento di salvezza per non soccombere all’anestesia estetica e sociale del presente, un fenomeno alimentato dell’iper-digitalizzazione e dalla saturazione visiva.

Il libro mette in parallelo il Tatuaggio e la Street Art, viste entrambe come forme di resistenza culturale all’ipermodernità, e propone la suggestiva analogia tra la pelle umana e i muri delle città, entrambe interfacce dinamiche che separano e, al contempo connettono l’interno con l’esterno. Si analizza infine il ritorno massiccio del tatuaggio, considerandolo come necessità dell’individuo di riappropriarsi della propria pelle in un’epoca dominata dalla perdita di contatto con la realtà fisica.

I protagonisti di questo saggio sono i fenomeni culturali contemporanei e gli artisti che utilizzano il corpo o lo spazio urbano come tela per esprimere il proprio io. L’arte in questione non è confinata nei musei, ma si manifesta sui corpi e nelle strade come parte integrante dello spazio pubblico e della vita quotidiana, in tal modo diventa un linguaggio universale e accessibile, capace di connettere persone e luoghi. Il volume analizza e spiega inoltre come l’immaginario artistico possa opporsi all’omologazione culturale e riconosce all’artista il ruolo di sentinella della società. Al centro troviamo la funzione sociale dell’arte, la resilienza e la critica alla mercificazione della bellezza. Il messaggio profondo è che l’arte è salvezza e cura per l’anima.

Il testo è considerato una risorsa significativa per chi si occupa di storia dell’arte contemporanea e antropologia urbana, utilissimo ad operatori culturali, artisti, sociologi e psicologi, e per chiunque stia vivendo un periodo di ricerca interiore.

STEFANO AGATISociologo professionista, membro del Direttivo Nazionale Associazione Nazionale Sociologi, Presidente Onorario e Past President Dipartimentale ANS. Dottore magistrale in Psicologia dell’Educazione e in Sociologia ad indirizzo Psicologico. Docente, specialista senior Formazione e sviluppo risorse umane, corso di perfezionamento “Fare Formazione”, Attestato n. 14/1993 SDA Bocconi Milano. Già Professore a contratto nell’ambito disciplinare del Management sanitario presso l’Università degli Studi di Padova, Facoltà di Medicina e Chirurgia. Come Relatore ha partecipato a diversi Convegni ANS presso l’Università di Roma La Sapienza. In qualità di Moderatore ha partecipato ad alcuni convegni di carattere sociologico presso il Senato della Repubblica. Inoltre ha interagito con il Laboratorio di Sociologia del Dipartimento di Lingue, Letterature, Formazione, Comunicazione e Società (DILL) dell’Università degli Studi di Udine. (Venezia, aprile 2026)