Home C'era una volta Skeeter Best, una chitarra da jazz

Skeeter Best, una chitarra da jazz

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Il 20 novembre 1914 a Kinston, nel North Carolina, nasce il chitarrista Skeeter Best, all’anagrafe registrato con il nome di Clifton Best.

I primi passi nella sua città

Dopo aver studiato musica da ragazzo sotto la guida della madre insegnante di pianoforte, sceglie la chitarra e debutta professionalmente nella sua città natale con l’orchestra di Abe Dunn all’inizio degli anni Trenta. Tra il 1935 e il 1939 suona a Philadelphia con l’orchestra di Slim Marshall per poi unirsi, a New York, all’orchestra di Erskine Hawkins con la quale suona per un breve periodo verso la fine del 1939. Viene quindi ingaggiato da Earl Hines con la cui orchestra prende parte nel 1942 ad alcune sedute di incisione per la Bluebird. Nell’immediato dopoguerra lavora a New York con il gruppo del sassofonista Bill Johnson, registrando nel corso del 1947 parecchi dischi per la Victor. Tra il 1951 e il 1952 effettua una tournée in Estremo Oriente con Oscar Pettiford. Successivamente, alla testa di un suo trio suona in diversi club di New York senza peraltro incidere dischi.

Swinging The Blues

Nel 1954 prende parte a una seduta di incisione per la Decca organizzata e diretta dal sassofonista Paul Quinichette e in Swinging The Blues offre un probante saggio del suo talento strumentale. L’anno successivo registra con il trio del pianista Sir Charles Thompson con Aaron Bell al contrabbasso, avendo altre buone occasioni per emergere come solista. Sempre nel corso del 1955 suona e incide con il quintetto di Mel Powell, con Ruby Braff alla tromba e Oscar Pettiford al basso, e anche in questo contesto ha modo di mettersi in luce come solista. Nel 1956 lo ritroviamo in seno al Modern Jazz Sextet, del quale facevano parte Dizzy Gillespie, Sonny Stitt, John Lewis, Percy Heath e Charlie Persip, con cui prende parte a quella che può essere considerata la sua più importante seduta di incisione nella quale dimostra di avere bene assimilato la lezione di Jimmy Rainey modernizzandone il fraseggio in una chiave quanto mai originale ed efficace. Nel 1961 è ancora una volta a fianco di Sir Charles Thompson con cui registra un album che sembra fatto apposta per valorizzare la sua abilità strumentale. Muore il 27 maggio 1985.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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