Home C'era una volta Skippy Williams, il sassofonista che non si ferma di fronte a nulla

Skippy Williams, il sassofonista che non si ferma di fronte a nulla

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Il 27 luglio 1916 nasce a Tuscaloosa, in Alabama, il sassofonista Skippy Williams. Registrato all’anagrafe con il nome di Elmer Williams è fratello del sassofonista Pinky Williams.

Gli inizi nelle band scolastiche

Skippy inizia a studiare il sassofono soprano alla Cleveland’s Central High School nel 1930 e a esibirsi con orchestre scolastiche. In seguito forma un proprio gruppo che includeva Tadd Dameron e Freddie Webster. Tra il 1933 e il 1934 suono con Chester Clark; tra il 1934 e il 1935 con Frank Terry e quindi a Chicago, tra il 1936 e il 1939, con Eddie Cole. Dopo aver lavorato sia pure brevemente per Fletcher Henderson, nel 1939 entra nella formazione guidata da Count Basie al posto di Herschel Evans.

Non si arrende neppure alla malattia

All’inizio degli anni Quaranta entra nell’organico delle orchestre di Edgar Hayes, Earl Bostic, lavora negli USO Show e suona con Jimmy Mundy, Duke Ellington, Bob Chester e Tommy Reynolds. Sul finire degli anni Quaranta e per tutti gli anni Cinquanta guida propri gruppi, prima un’orchestra e poi piccole formazioni. Instancabile protagonista della scena musicale anche quando viene colpito da una grave forma di diabete non rinuncia alla musica. Grazie all’ausilio di una sedia a rotelle continua a esibirsi anche dopo l’amputazione di entrambe le gambe. Muore il 28 febbraio 1994.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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