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Sughero sostenibile, in Sardegna si radica la filiera

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Sughero sostenibile

La Sughereta Sperimentale Cusseddu-Miali-Parapinta – gestita dal Servizio della Ricerca per la Sughericoltura e la Silvicoltura di Agris Sardegna (ex Stazione Sperimentale del Sughero) è la prima al mondo ad aver ottenuto la certificazione di gestione forestale sostenibile FSC® e, più recentemente, la verifica degli impatti positivi di tale gestione sui servizi naturali (ecosistemici) quali lo stock dell’anidride carbonica, la conservazione della biodiversità, delle fonti idriche, del suolo e delle funzioni turistico-ricreative e culturali.

L’esperienza della sughereta di Agris è uno degli esempi più avanzati di integrazione fra aspetti ambientali ed economici: estesa su 67 ettari, conta oltre 26 mila piante tra sughera (il 70%), roverella, leccio e frassino e al suo interno è presente anche una parcella di “bosco naturale”, lasciato alla libera evoluzione a partire dagli anni ’60. La sughereta produce, con cadenza decennale, circa 1.600 quintali di sughero gentile e da 16 anni è munita di certificazione forestale FSC® (il principale e più riconosciuto sistema internazionale di garanzia del settore forestale) sia per quel che riguarda la gestione dell’area secondo criteri di sostenibilità che per la filiera. Strumento principale è il Piano di Gestione che ha l’obiettivo di applicare nella sughereta un modello di gestione il più vicino possibile alla naturalità, che persegua la produzione del sughero, attraverso una corretta conduzione dell’esistente e la rinnovazione naturale del bosco.

Sughereta Sperimentale di “Cusseddu-Miali-Parapinta” è gestita dal Servizio della Ricerca per la Sughericoltura e la Silvicoltura dell’Agenzia Regionale Agris Sardegna ed è localizzata nel comune di Tempio Pausania (SS), delimitata dalla Strada Statale 127 Tempio – Olbia, dalla vecchia Strada Comunale Tempio – Nuchis, dalla strada vicinale “Caraddu” e dal fiume Parapinta (I.G.M. 1:25.000, Carta d’Italia, Foglio 443, Sezione IV, Tempio Pausania).

L’azienda si estende per circa 67 ettari e secondo i dati dell’ultimo inventario realizzato nel 2011, sono presenti complessivamente 26.564 piante di sughera, roverella, leccio e frassino. La sughera copre circa il 70% della superficie e rappresenta lo strato dominante.

L’area si presenta geologicamente uniforme con un substrato di rocce intrusive (graniti, granodioriti, leucograniti, ecc.) del Paleozoico ed è divisa in 12 Sezioni in funzione dell’utilizzazione del soprassuolo e della copertura, delimitate da confini naturali o artificiali. All’interno della vecchia proprietà di “Cusseddu” è individuabile una tredicesima area, denominata “Bosco Naturale”, lasciata alla libera evoluzione a partire dagli anni 60.

In riferimento alla legislazione europea, la sughereta è inserita nell’allegato 1 della Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, come tipo di habitat naturale di interesse comunitario.

Nell’azienda vengono condotti, anche in collaborazione con altri Servizi di Agris ed Università, studi sulle metodologie della rinnovazione artificiale, sulla fisiologia della sughera, sul recupero delle sugherete degradate e sulle principali problematiche fitosanitarie. Il principio fondamentale è quello della gestione multifunzionale delle sugherete, avente come modello di riferimento la fustaia disetanea con rinnovazione naturale (Ruiu, 2018).

La Certificazione Forestale FSC della sughereta

La sughereta di Cusseddu – Miali – Parapinta è stato il primo esempio, a livello mondiale, di sughereta munita di Certificazione Forestale FSC® (certificato n° SA FM/COC-1436), per la gestione forestale e la catena di custodia, che attesta il rispetto dei principali criteri per la gestione sostenibile delle foreste. La certificazione è stata ottenuta nell’ambito di un progetto pilota che ha posto le basi per l’ottenimento della FSC delle principali aree sughericole della Regione Sardegna ed è stata rinnovata nel 2010, 2015 e 2020.

La sughereta certificata è dotata di Piano di Gestione (Ruiu, 2018), il cui obiettivo nello spirito dei compiti istituzionali della Stazione Sperimentale del Sughero e nel rispetto delle prerogative economiche del bosco a quercia da sughero, è quello di applicare un modello di gestione forestale il più vicino possibile alla naturalità, che persegua la produzione di materia prima “sughero”, attraverso una corretta conduzione dell’esistente e attraverso la rinnovazione naturale del bosco. Allo stato attuale la sughereta produce, con cadenza decennale, circa 1.600 quintali di sughero gentile.

La Certificazione FSC dei servizi ecosistemici

Nel corso del 2020, nell’ambito delle attività programmate per il rinnovo della certificazione forestale, il Servizio ha chiesto e ottenuto, prima a livello mondiale, la certificazione di 5 servizi ecosistemici (secondo i criteri FSC), universalmente definiti come i benefici multipli forniti dagli ecosistemi al genere umano (Millennium Ecosystem Assessment (MA), 2005). Nello specifico il Servizio ha individuato di primaria importanza i servizi relativi a:

 

  1. Conservazione della biodiversità;
  2. Sequestro e stoccaggio del carbonio;
  3. Servizi idrici;
  4. Conservazione del suolo;
  5. Servizi ricreazionali.

 

La sughereta assume un duplice valore: ambientale ed economico, ottimamente integrati grazie ad un oculato intervento antropico di gestione, dove alla produzione del sughero si accompagnano importanti valori di biodiversità: sono presenti oltre 400 specie di piante, alcune delle quali inserite nella lista delle piante protette dalla Convenzione di Washington e dal Reg. CEE 338/97 e successive modifiche, come Cyclamen repandum S. et S. e ben 14 specie di Orchidee, appartenenti a vari generi Ophrys, Orchis, Serapias, etc. Agostino Pintus, Pino Angelo Ruiu, 2002. Preserver la biodiversité et assurer la fonction du paysage dans le choix de l’exploitation forestiere de la suberaie. Actes du Colloque International : “La suberaie: biodiversité et paysage. Vivexpo 2002 ». Vives (Francia), 30-31 maggio 2002 (www.vivexpo.org)

 

Indagini micolologiche condotte in sughereta hanno permesso di identificare 218 entità, fra le quali le specie maggiormente conosciute e ricercate come il porcino nero o Boletus aereus Bull. Ex Fr. e l’ovulo o Amanita caesarea (Scop. Ex Fr.) Quelét. Tra le entità di notevole interesse spiccano Xerula radicata f. bispora, estremamente rara, osservata solamente in pochissime parti del mondo e Hydnum ellipsosporum H. Ostrow et L. Beenken e Cortinarius rickenii R. Henry ex Bidaud (Ruggero A., 2011), segnalate per la prima volta per il territorio italiano.

 

Uno studio sull’avifauna (Ruggero, 1999) condotto nella sughereta sperimentale ha consentito di individuare 42 specie di uccelli (16,8% del totale regionale) di cui 26 sono legate in maniera più o meno stretta al bosco. I mammiferi sono presenti con ll cinghiale (Sus scrofa meridionalis Forsyth Major), il riccio (Erinaceus europaeus italicus Hamilton), la volpe (Vulpes vulpes ichnusae Miller), la donnola (Mustela nivalis boccamela Bechstein), la martora (Martes martes latinorum Hamilton) e la lepre (Lepus capensis mediterraneus Wagner).

L’area contribuisce alla protezione delle risorse idriche con il ripristino e la manutenzione delle sorgenti, pozzi e canali di scorrimento accompagnati da interventi di consolidamento delle sponde con essenze adattate agli ambienti umidi, specialmente Populus sp. e Alnus glutinosa. Nell’area certificata è interdetto il pascolo, non sono presenti coltivazioni agronomiche e non vengono usati prodotti chimici di nessun tipo, limitando al massimo eventuali fonti di inquinamento

 

Gli obiettivi del Piano di gestione prevedono specificatamente la conservazione e protezione del suolo con la rinaturalizzazione dei vecchi rimboschimenti, la realizzazione di rimboschimenti naturalistici, il miglioramento delle condizioni vegetative delle aree boscate con l’eliminazione delle piante deperienti e il decespugliamento selettivo con triturazione del materiale vegetale in loco. Queste azioni sono accompagnate da una serie di indagini che hanno consentito di conoscere in maniera particolareggiata le caratteristiche fisico chimiche del suolo della sughereta con particolare riguardo al tenore di carbonio, alla presenza di metalli e alla composizione della micoflora e quindi porre in atto tutte le misure per la sua tutela e miglioramento (Fumi., 2012, Oliva 1992; Iain McLellan,2013 Fumi 2014).

La sughereta rappresenta un grande serbatoio per lo stoccaggio del carbonio e secondo i calcoli eseguiti con metodologie internazionali (2006, IPCC Guidelines for National Greenhouse Gas Inventories. https://www.ipcc-nggip.iges.or.jp/public/2006gl/) lo stock di carbonio stimato nella sughereta è pari a 2.420,10 tonnellate di Carbonio, equivalenti a 8.881,78 tonnellate di CO2 assorbita. L’area viene utilizzata per ricerche scientifiche a livello nazionale ed internazionale.