Home C'era una volta Vanessa Williams, la prima Miss America nera

Vanessa Williams, la prima Miss America nera

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Il 18 marzo 1963 a Tarrytown, New York nasce Vanessa Williams. Da bambina riceve la sua prima educazione musicale dai genitori e all’età di cinque anni inizia a studiare pianoforte, flauto e violino.

Gli strali dei conservatori

Nel 1986, quando diventa la prima donna di colore a potersi fregiare del titolo di Miss America, attira su di sé gli strali dei settori più conservatori della società statunitense. Bersagliata da attacchi durissimi che non risparmiano la sua vita privata, il 2 gennaio 1987 viene privata del titolo per aver posato nuda. Giustizia è fatta! Vanessa, però, non si dà una gran pena per quella corona strappata dalla sua testa. Insieme al produttore Ramon Hervey, suo compagno nella vita, approfitta della popolarità derivatale da queste vicende e pubblica nel 1988 il suo primo album The right stuff con il quale dimostra di avere, oltre che notevoli qualità fisiche, anche eccellenti doti vocali. Tre anni dopo il successivo The comfort zone la lancia definitivamente sulla scena internazionale. La sua voce, ricca di sonorità soul, spazia tra i generi quasi a voler dimostrare le sue notevoli possibilità. Debutta poi in teatro a Broadway nell’impegnativo “Il bacio della donna ragno”, in cui interpreta il duplice ruolo della donna protagonista nel sogno e nella realtà, ma non abbandona la canzone.

Accettare ciò che la vita ti porta

Anche i critici più prevenuti gridano al miracolo quando pubblica The sweetest days un album ricco di sfumature che vanno dal sound jazz al soul acustico, fino ad arrivare al pop brasiliano, senza rinunciare al suo personalissimo stile, un po’ cool e un po’ hip hop. Anche il cinema si accorge di lei e le affida una parte nel modesto “Eraser”, al fianco di Arnold Schwarzenegger. Vanessa, però, sta già lavorando a Next l’album che segna una nuova tappa nella sua sorprendente scalata al successo. Nel 1997 parte per una lunga tournée insieme a un altro protagonista della black music come Luther Vandross. La Miss America bella, scema e, orrore!, nera, si è trasformata, una decina d’anni dopo, in una splendida farfalla dalla profonda voce soul capace anche di recitare, ballare e scriversi direttamente le canzoni. A chi periodicamente le ricorda i tempi degli scandali, delle foto nude e della sua sfida all’opinione pubblica lei sorride con aria paziente e spiega di non avere nulla da perdonarsi o di cui vergognarsi, anche se non si rimane sempre ventenni: «…il messaggio più importante che il trascorrere del tempo mi sta insegnando è quello di accettare ciò che la vita ti porta…»

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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