Home Eco Cultura Fabio Terribile: «Ai limiti per il consumo di suolo»

Fabio Terribile: «Ai limiti per il consumo di suolo»

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Consumo suolo
Il consumo del suolo secondo Fabio Terribile

Spesso non ce ne accorgiamo ma il suolo, il luogo dove costruiamo le nostre case, facciamo correre le nostre macchine e conduciamo la nostra vita è ormai ad alto rischio. Il suo consumo si sta sempre più accentuato senza la contemporanea possibilità di una sua rigenerazione. Per approfondire la conoscenza delle caratteristiche del suolo, delle discipline che lo studiano e delle persone che elaborano strategie di difesa e tutela, Daily Green è andata a intervistare il Professor Fabio Terribile, uno dei massimi esperti italiani sulla materia.

I rischi del consumo del suolo per Fabio Terribile

Professor Fabio Terribile, lei è Ordinario di Pedologia all’Università degli Studi di Napoli Federico II nonché socio della International Union of Soil Science, della Società Italiana di Scienza del Suolo e Presidente della Società Italiana di Pedologia. Se dovesse spiegare in poche righe al pubblico di Daily Green in cosa consiste la Pedologia, che parole utilizzerebbe?

La Pedologia è la scienza che studia il “pedon” cioè il suolo, quella risorsa preziosa che è nascosta sotto i nostri piedi e che più comunemente chiamiamo terreno, agrario e forestale. Il suolo è prezioso perché produce beni e servizi non sostituibili; è risorsa fondamentale per la vita sulla Terra; è supporto alla produzione agraria e forestale perché fornisce cibo, biomasse e materie prime; è riserva di patrimonio genetico, filtra e conserva l’acqua delle precipitazioni; è il principale deposito di carbonio delle terre emerse; è custode della memoria storica ed è elemento essenziale del paesaggio.

Per svolgere tutte queste importantissime funzioni il suolo ha una ricchezza (e aggiungerei bellezza) senza eguali. Sarebbe bello poterglielo raccontare! Pensi che in un solo grammo di suolo fertile vivono molte milioni di creature viventi, ci sono tanti e diversi habitat e avvengono processi, chimici, fisici e biologici che determinano la nostra stessa esistenza e quella di tutti gli ecosistemi terrestri. In breve senza suolo non ci saremmo neanche noi! Fare Pedologia è intraprendere un viaggio alla scoperta delle meraviglie di questo mondo nascosto da cui dipende il benessere ambientale, sociale ed economico del nostro Paese e del mondo intero. La Pedologia trasforma poi tutte le conoscenze sul suolo in applicazioni per il mondo reale sui grandi temi agricoli, ambientali e di pianificazione territoriale.

Il rapporto dell’Ispra 2015 (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) segnala una situazione particolarmente preoccupante per quanto riguarda il consumo di suolo italiano. Solo per fornire due dati contenuti nel rapporto, oltre 500 Kmq della nostra fascia costiera, praticamente l’intera Sardegna, e oltre 34.000 ettari di terreno compreso nelle aree protette sono andati perduti. Quali sono le cause principali del consumo di suolo?

Sì, la situazione del consumo del suolo – e più in generale del degrado del suolo – ha raggiunto livelli drammatici con cui la nostra comunità nazionale e la stessa Unione Europea devono fare i conti anche perché tutto ciò porta a una perdita irreversibile e transgenerazionale di una risorsa ambientale fragile ed essenzialmente non rinnovabile. Tra l’altro, l’attuale tasso di consumo e di degrado dei suoli determina conseguenze economiche gravissime per le nostre generazioni e ancora di più per quelle future. Qualche anno fa la Commissione Europea ha stimato che ogni anno il consumo del suolo costa almeno 80 euro a ciascun abitante dell’Unione Europea.

A livello comunitario, i costi annui per la società, quando quantificabili, ammontano mediamente a 3 miliardi di euro (arrivando fino a 6 miliardi) per declino della materia organica, a 2 miliardi (e fino a 17 miliardi!) per contaminazione, a 1 miliardo (e fino a 14 miliardi!) per erosione, a circa 0,3 miliardi per salinizzazione. Per frane, compattazione, riduzione della biodiversità, impermeabilizzazione e consumo di suolo da urbanizzazione non sono disponibili stime attendibili, ma risulta evidente come i costi siano altissimi. Lei mi chiede però quali siano le cause di tutto ciò. La risposta può essere complessa perché in Italia molto complessa e frammentata è la gestione del suolo. Ma forse la risposta più vera è molto semplice e banale: noi, cittadini, professionisti, politici, istituzioni non conosciamo l’importanza del suolo, del suo pericoloso consumo e lo gestiamo da stupidi e ignoranti… come se fosse una risorsa sfruttabile e rinnovabile a nostro piacimento. Ma non è così… il suolo si rinnova con ritmi lentissimi, spesso di solo 0,1-0,2 mm in un anno!

Più di un anno fa è stata presentata una Legge quadro per la protezione e la gestione sostenibile del suolo, nota anche come disegno di legge 1181. È finalmente la volta buona per prevenirne il suo consumo?

Speriamo… siamo sempre in attesa che finalmente qualcosa si muova… il DDL è stata una risposta – data dal mondo della ricerca italiana – all’evidenza che le leggi ambientali italiane non tutelano il suolo. In Europa e in Italia abbiamo leggi quadro per la protezione dell’aria, dell’acqua, della natura e tanto altro ma non abbiamo una legge per la protezione del suolo! Il mondo della ricerca ha ottenuto intanto una proposta di legge (DDL 1181) presso il Senato della Repubblica, promossa da 20 associazioni scientifiche (AISSA) e firmata da quasi tutti gli schieramenti politici; una petizione al premier Matteo Renzi firmata da 1400 ricercatori – esperti di suolo – di tutti i paesi dell’Unione Europea; una mozione parlamentare a nostro sostegno e tante altre iniziative… sono oramai trascorsi anni, ma non abbiamo ancora una legge sul suolo!

Il 2015 è stato proclamato Anno internazionale del suolo dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Quali misure a livello di prevenzione si possono prendere per la tutela e la salvaguardia del territorio? Da questo punto di vista, ritiene utile un’opera di sensibilizzazione della pubblica opinione, partendo dalle scuole e arrivando all’organizzazione di manifestazioni come MusiEcologia, il concerto/performance dal forte contenuto ambientalista portato al cinema Astra di Napoli lo scorso 16 maggio dal popolare attore e cantante Riccardo Mei?

Il grande problema sotteso a tutti i problemi del suolo è la mancanza di consapevolezza dell’importanza del suolo. È difficile difendere qualcosa che non si conosce! Aggiungo anche che la migliore legge sul suolo difficilmente potrà avere effetti positivi se non si costruisce una consapevolezza sull’importanza di questa risorsa. Si tratta di capire che questa sul consumo di suolo è innanzitutto una grande battaglia culturale. Se vinciamo, difendiamo il paesaggio e lasciamo possibilità di vita e reddito alle generazioni future. Se perdiamo… abbiamo perso tutto e per sempre. In questa battaglia, eventi come MusiEcologia di Riccardo Mei sono importantissimi perché dimostrano che tutti – ognuno nel proprio ambito – possono fare la propria parte e che il suolo deve uscire dai laboratori, dalle aule universitarie, dai consessi scientifici di esperti e mostrarsi, anche a teatro e nell’arte per farsi conoscere e parlare agli uomini una lingua comune, di tutti i giorni. Il 16 maggio scorso abbiamo fatto anche di più: abbiamo costruito un evento sul suolo e il suo continuo consumo che ha visto la complicità tra le associazioni degli studenti, il mondo della ricerca, la politica e lo spettacolo… tutto per parlare della necessità di conservare e gestire il suolo in modo consapevole e sostenibile.

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