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Foreste, da legno energia pulita

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Contro i gas serra basta rendere più ecologico il settore energetico del legno.  A dirlo la Fao.

Foreste, dal legno energia pulita contro gas serra

Sino al 7% delle emissioni globali di gas serra causate dall’uomo provengono dalla produzione e dall’uso di legna da ardere e di carbone, utilizzato da 2,4 miliardi di persone al mondo. Questo è in gran parte dovuto ad una gestione delle foreste non sostenibile e alla produzione inefficiente di carbone e di legna da ardere, secondo un nuovo rapporto della FAO pubblicato oggi.

In assenza di alternative realistiche e rinnovabili al carbone – in particolare in Africa sub-sahariana, nel Sud-est asiatico e in Sud America – rendere verde la catena di valore del carbone da legna e applicare pratiche di gestione forestale sostenibile sono fattori essenziali per la mitigazione del cambiamento climatico.

Foreste, rendere efficiente il settore del legno significa combattere i gas serra

Un passaggio da fornaci e forni tradizionali a forni moderni ad alta efficienza, potrebbe ridurre le emissioni di gas serra dell’80%. A livello di uso finale, una transizione da stufe tradizionali a stufe all’avanguardia potrebbe ridurre le emissioni di circa il 60%.

L’analisi costi-benefici in Kenya ha stimato che una transizione verso una produzione di carbone efficiente richiederebbe un investimento di 15,6 milioni di dollari l’anno esclusi i costi iniziali, però genererebbe 20,7 milioni di dollari in benefici. I paesi africani potrebbero potenzialmente reinvestire tra 1,5 e 3,9 miliardi di dollari miliardi nel rendere verde la catena di valore del carbone da legna.

Foreste, il legno la prima fonte di energia per gran parte del genere umano

Il legno è la prima fonte di energia per gran parte del genere umano, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo dove per 2,4 miliardi di persone vuol dire cibo cucinato, acqua bollita e una dimora riscaldata. E con il cambiamento climatico e le preoccupazioni per la sicurezza energetica questo valore del legno sta conquistando sempre più spesso la ribalta.

Il legno come combustibile fornisce il 40% di energia rinnovabile, quanto solare, idroelettrico ed eolico insieme e circa il 50% della produzione mondiale di legno (1,86 miliardi di metri cubi) è utilizzato per cottura, riscaldamento e produzione di elettricità, ricorda la Fao fra i messaggi chiave della Giornata internazionale pubblicati on line.

Foreste, energia del legno fonte di sviluppo

L’energia del legno è anche fonte di sviluppo economico visto che quasi 900 milioni di persone, per lo più nei paesi in via di sviluppo, lavorano nel settore. Modernizzare il settore può rivitalizzare le economie rurali e stimolare lo sviluppo delle imprese. Investire nelle foreste può significare così più posti di lavoro. Le foreste, come i terreni boschivi e gli alberi al di fuori delle foreste sono quindi fonti molto preziose.

Foreste, alberi in città raffreddano l’aria

Come gli alberi in città che, se strategicamente posizionati, possono raffreddare l’aria tra 2 e 8 gradi centigradi, rileva la Fao che osserva come a livello globale le foreste posseggano un contenuto energetico di circa 10 volte superiore a quello del consumo di energia primaria annuale del mondo e quindi hanno un potenziale significativo come risorse rinnovabili per soddisfare la domanda globale di energia.

Investire nelle foreste significa anche pensare ad un futuro sostenibile e alla crescita dell’economia verde. “Quando distruggiamo le foreste intacchiamo il loro importante ruolo nel ciclo dell’acqua e nei sistemi idrogeologici, rafforziamo la portata e l’intensità delle alluvioni, dei dissesti idrogeologici, dei processi di desertificazione e dei periodi con forti siccità”, rimarca il Wwf mentre “il taglio illegale degli alberi sottrae almeno 10 miliardi a industria e proprietari forestali nel mondo, oltre a essere responsabile del 25% delle emissioni dei gas serra globali” ricorda Maria Cristina D’Orlando, presidente Pfec Italia (Programma internazionale di valutazione degli schemi di certificazione forestale). “Non si salveranno le foreste senza certificazione e gestione attiva del territorio”, avverte il Pefc denunciando “la disattenzione verso le politiche a sostegno del nostro patrimonio forestale” pur rilevando la crescita del 15% nel 2016 delle aziende italiane che scelgono di certificarsi per garantire prodotti sostenibili e tracciabili.

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