Home Punti di vista Andrea Sartoretti: «Green? Sì, il mio mondo è il mare»

Andrea Sartoretti: «Green? Sì, il mio mondo è il mare»

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Andrea Sartoretti

Andrea Sartoretti, 40 anni, è attore dal ’95. Di lui non si può certo dire che si sia risparmiato: da allora ha lavorato al cinema, in TV e a teatro, interpretando spesso ruoli difficili ed intensi.La notorietà è arrivata con la serie TV “Romanzo Criminale” dove interpreta l’ormai famoso “ Bufalo”. Nel 2011 lo vediamo in “ Boris – Il film”, nel 2012 in “ACAB” insieme a Pier Francesco Favino e Marco Giallini e per finire, nella quarta stagione di “Squadra antimafia – Palermo oggi”. E intanto si sta preparando per un nuovo lavoro al cinema.

Insomma, un gran da fare! Andrea è molto disponibile e parla volentieri di sé; ci racconta di essere un attore per scelta e di amare molto il suo lavoro, di essere un grande viaggiatore e di avere una vera passione per il mare. Ci descrive il suo rapporto con la notorietà ormai consolidata e per finire, ci mostra il suo lato “green”.

Che tipo di viaggiatore sei?
Mi piace molto partire, specialmente dopo un periodo di lavoro: 8 volte su 10 ho già il biglietto pronto prima di finire le riprese! Amo moltissimo il mare, specialmente l’oceano perché ho anche una passione per il surf! Meglio specificare, sono surfista da onda. L’oceano mi ha regalato emozioni indimenticabili.

Sei anche un po’ avventuriero?
Sarei avventuriero se non fosse che ho paura dell’aereo! Mi sento sempre un po’ a disagio quando salgo a bordo. Il Lexotan per me non ha segreti! (ride, ndr). Mi sento più intelligente quando viaggio! Il cibo è diverso, la gente è diversa, per non parlare della lingua. Devi avere tutte le finestre aperte, diventi più attento, più curioso.
Ad ogni modo, quando sarà arrivato anche per me il momento della dipartita, vorrei aver visto tutto il mondo o almeno quella parte di mondo che politicamente ci è ancora concesso di visitare.

Andrea, quanto ti senti “green”?
Mi piace molto la natura, non solo il mare, anche la montagna. Nutro per essa un fortissimo rispetto, potrei dire quasi un certo timore. Credo che sia molto più potente di noi esseri umani.
Purtroppo ci rendiamo conto di questo, soltanto dopo eventi catastrofici, dopo i terremoti o le inondazioni che ci mettono a dura prova. Li subiamo, ci rendiamo conto di quanto siamo realmente impotenti, ma poi ce ne dimentichiamo troppo in fretta. Dovremmo invece imparare ad averne maggiore rispetto.

Quindi sei del parere anche tu che non facciamo abbastanza per difenderla?
Ti racconto un episodio: tempo fa ho riempito un sacchetto intero di pile scariche, saranno state 35, e ho deciso di gettarle via. Ho vagato per due ore alla ricerca di un contenitore specifico; ho chiesto ai tabaccai, agli edicolanti, mi ricordavo di averli visti da qualche parte. Nulla di fatto. Dopo svariati chilometri sono finalmente arrivato alla famosa isola ecologica, un posto bruttissimo che, per carità, fosse davvero efficiente, non sarebbe un problema. Ora, io sono un tipo sportivo, sono allenato e quindi camminare è anche un piacere, ma come dare poi la colpa alla signora anziana se getta le pile nel secchio della spazzatura? Bisognerebbe ragionarci un po’ sopra.

Cosa fai di ecologicamente corretto nella tua giornata?

Non mi vengono in mente molte cose, quello che mi sembra indispensabile. Piccole cose, accorgimenti vari. Cerco di usare il motorino al posto della macchina. Faccio la raccolta differenziata. A pensarci bene in effetti potrei fare molto di più.

E, invece, di ecologicamente “scorretto”?

Mi dimentico sempre di fare il controllo annuale dei gas di scarico della macchina. Lo so, è imperdonabile…

Perdonato.