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Auto elettrica: cresce ma il target europeo resta lontano

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auto elettrica Pomos

Nuovo passo avanti per il mercato delle auto elettriche in Italia, che nonostante i progressi degli ultimi mesi non riesce a tenere il passo degli altri grandi Paesi europei. A maggio sono state immatricolate nella Penisola 6.164 auto full electric (+37,8% rispetto allo stesso mese del 2022), con i cinque mesi che chiudono con un incremento del 41,1% a 26.525 unità.

Complessivamente, il mercato auto italiano cresce del 22,9% a maggio e del 25,9% nel periodo gennaio-maggio, con la market share delle vetture elettriche che nei primi cinque mesi dell’anno sale al 3,8% dal 3,4% dello stesso periodo del 2022. Le auto completamente elettriche circolanti in Italia arrivano a quota 193.619.

Tra i canali di mercato continua a mettersi in luce per il full electric quello dei privati, con un +83,2% di immatricolazioni nei cinque mesi a 13.097 unità, a riprova del crescente apprezzamento del pubblico per questa tecnologia. Aumentano ma non decollano le immatricolazioni elettriche nelle flotte aziendali (+44,2% nei cinque mesi a 2.334 unità) – oggetto di una guida di Motus-E rivolta alle imprese italiane – la cui crescita può contribuire anche ad alimentare il mercato dell’usato elettrico.

Con riferimento ai dati del primo quadrimestre, il confronto con l’Europa continua a vedere l’Italia decisamente indietro rispetto a Paesi come Francia, Germania e Regno Unito, dove la quota di mercato delle auto elettriche si attesta rispettivamente al 14,8%, al 14,3% e al 15,4%.

“In Italia stiamo registrando la migliore annata di sempre in termini di immatricolazioni elettriche, eppure restiamo molto lontani dai livelli di market share dei Paesi con cui ambiamo a competere”, commenta Francesco Naso, segretario generale di Motus-E, secondo cui “rivedendo le politiche incentivanti e fiscali dedicate all’elettrico per privati e flotte, e mettendo a terra i fondi del Pnrr dedicati alle infrastrutture di ricarica ad alta potenza, potremo recuperare il ritardo rispetto a Paesi come Francia e Germania. Il Governo è sensibile e attivo su queste tematiche e l’industria è a completa disposizione per supportarlo nella sua azione”.

“Del resto”, osserva ancora Naso, “il confronto approfondito con gli altri Paesi Ue indica che il reddito medio incide solo in parte su questi risultati, così come in realtà a livello di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici circolanti ci piazziamo tra gli Stati più virtuosi d’Europa. Accanto alle politiche incentivanti sarà molto importante anche un impegno per far conoscere meglio ai cittadini questa tecnologia”.

Segnali particolarmente interessanti continuano a giungere infine dal fronte dei furgoni elettrici, che nei primi cinque mesi dell’anno segnano un evidente progresso delle immatricolazioni (+136,2% rispetto allo stesso periodo del 2022, con 2.894 veicoli immatricolati), nonostante gli attuali strumenti di supporto alla domanda presentino criticità di accesso e limitazioni di utilizzo.