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Brescia, latte contaminato utilizzato per fare formaggi

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Latte contaminato da aflatossine con valori spiccatamente fuori norma, è stato riutilizzato per la produzione di formaggio (anche grana), fortunatamente sequestrato prima di arrivare sulle tavole dei consumatori. E’ stato però venduto in alcuni ristoranti e trattorie.

Brescia, latte contaminato utilizzato per fare formaggi

Sessanta persone tra allevatori, produttori e imprenditori, sono state iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Brescia con l’accusa di «adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari» .

Immediata la reazione della Regione Lombardia che ha fatto scattare un piano straordinario: 6.000 controlli in aziende zootecniche e negli stabilimenti di lavorazione del latte, al fine, si spiega in una nota, «di assicurare il rispetto delle garanzie in materia di salute e protezione degli interessi dei consumatori».

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L’inchiesta della Procura di Brescia sul latte contaminato da aflatossine, partita in sordina, si è allarga ulteriormente e si è scoperto che il latte contaminato è stato utilizzato anche per produrre Grana Padano che, per ora, ha chiarito il consorzio, non è mai stato messo in commercio.

Con il passare delle ore è emerso che tutti i formaggi prodotti con questo latte sarebbero sotto sequestro, ma anche che alcuni caseifici lo avrebbero utilizzato per produrre mozzarelle e ricotte poi finite nella filiera di lunga distribuzione ed arrivate sulle tavole di consumatori ignari.

I prodotti non sarebbero stati messi in vendita sugli scaffali dei supermercati quindi, ma sarebbero stati consegnati direttamente a ristoranti e trattorie.

Alcuni laboratori avrebbero nascosto i risultati delle analisi

Le segnalazioni, partite da Ambrosi e Centrale del Latte,  hanno portato la procura a dover approfondire ulteriormente l’indagine su alcuni laboratori, tra cui lo Zooprofilattico, sospettato di non avrebbero trasmesso alle autorità sanitarie i risultati di decine di esami da cui sono emersi superamenti dei limiti di aflatossine nel latte. In questo caso il latte che sarebbe stato poi allungato con altro di qualità per eludere i controlli di legge.

 

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