Home C'era una volta Tetsu Yamauchi non sei inglese e quindi non puoi lavorare!

Tetsu Yamauchi non sei inglese e quindi non puoi lavorare!

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Un giapponese entra a far parte di uno dei gruppo storici del rock britannico. La notizia sembra inventata, ma è vera.

Un periodo turbolento

Nel mese di marzo del 1973, dopo la pubblicazione dell’album Ooh la la, i Faces attraversano uno dei tanti periodi turbolenti della loro storia. Il cantante Rod “The Mod” Stewart, sempre più tentato dall’avventura solistica, dichiara alla stampa di sentirsi limitato dai compagni. Per tutta risposta il bassista Ronnie Lane, dopo un tour statunitense portato a termine solo per tenere fede agli impegni contrattuali, se ne va. Non è un colpo da poco, neppure per una band all’apice del successo, perché Lane, oltre a essere uno dei “soci fondatori” del gruppo, ne è anche un simbolo. In ogni caso la decisione sembra definitiva e bisogna andare avanti. Rod Stewart, Kenny Jones, Ron Wood e Ian McLagan si guardano un po’ intorno e poi fanno la loro scelta. Il sostituto di Ronnie Lane è il giapponese Tetsu Yamauchi, un bassista che ha già collaborato con vari artisti britannici, tra i quali Paul Kossof e Simon Kirke dei Free.

La rivolta conservatrice

Un bassista con gli occhi a mandorla in una delle principali band del rock britannico? Non sia mai. L’ambiente, più conservatore e corporativo di quel che sembra, si mobilita in difesa dell’onore nazionale minacciato. Anche l’Associazione dei Musicisti Britannici non perde l’occasione di fare la sua brutta figura e chiede che a Yamauchi, in possesso soltanto di una licenza temporanea, non venga rinnovato il permesso di lavorare in Gran Bretagna. Si va avanti così per un po’ di tempo finché il 25 agosto 1973 le autorità britanniche rifiutano al bassista giapponese il rinnovo del permesso di lavoro. Storia finita? Niente affatto. I Faces non si scompongono. Propongono ricorso contro la decisione e poi annunciano: “Tetsu è il nostro nuovo bassista, non c’è un’altra soluzione e neppure ci interessa trovarla. Se lui non può lavorare in Gran Bretagna, neppure noi possiamo farlo. Vorrà dire che sceglieremo un paese meno razzista e ottuso”. La compattezza del gruppo, deciso davvero ad andarsene, otterrà il risultato voluto e Tetsu Yamauchi resterà.

 

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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