Home C'era una volta Christian Azzi, il pianista di Sidney Bechet

Christian Azzi, il pianista di Sidney Bechet

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Il 1° dicembre 1926 nasce a Parigi il pianista Christian Azzi, uno dei grandi protagonisti del jazz francese del Novecento.

La scoperta del jazz

Christian Azzi studia pianoforte fin dalla più giovane età alla Schola Cantorum de Paris e scopre la musica jazz alla fine della seconda guerra mondiale, soprattutto attraverso i V-Disc, le registrazioni effettuate dalla Victory per i soldati statunitensi. È ancora stiudente quando dà vita a una piccola orchestra di dilettanti, il cui clarinettista è Maxim Saury. Nel 1946 viene scritturato da Claude Luter per la sua orchestra. Quando, nel 1949, Sidney Bechet sceglie la band di Luter per accompagnarlo nella sua carriera musicale Christian Azzi diventa il suo pianista ufficiale, partecipando a tutti i concerti, tutte le tournée e a tutte le registrazioni che Sidney Bechet realizza fino al 1953.

La reunion

Quando Christian Azzi lascia Bechet nel 1953 ha all’attivo oltre 100 brani registrati con lui, oltre a una sessantina con il solo Claude Luter. In quel periodo registra anche con Maxim Saury e Don Byas. Lasciata l’orchestra di Bechet continua a suonare soprattutto con il clarinettista Christian Morin. Pianista nella tradizione di James P. Johnson e Fats Waller, verso la fine della sua carriera, insieme a Poumy Arnaud, batterista di Sidney Bechet, dà vita alla Sidney Bechet Memory Orchestra, in omaggio al musicista che riunisce molti ex musicisti che avevano lavorato con Bechet. Muore il 21 novembre 2020.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".