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E’ tutto inquinato il mare della provincia di Roma

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E’ peggiorato notevolmente lo stato del mare della provincia Roma. Lo sostiene Goletta Verde, denunciando una situazione drammatica. In tutta la costa sono inquinati 10 punti su 10.

E’ tutto inquinato il mare della provincia di Roma

Il quadro che esce  dai rilevamenti in mare dei tecnici di Legambiente lungo le coste della provincia di Roma è piuttosto desolante: l’altissima presenza di cariche batteriche lo etichettano “fortemente inquinato” in tutti i dieci punti monitorati.

Già lo scorso anno Goletta verde aveva denunciato una situazione piuttosto degratada, purtroppo peggiorata con i rilevamenti di quest’anno.

Il verdetto non lascia margini di manovra quanto piuttosto impone interventi immediati di adeguamento del sistema depurativo affinchè si possano evitare ulteriori scarichi inquinanti in mare, pericolosi per l’ambiente e per la stessa salute dei bagnanti.

Il dossier che riguarda la salute del mar Mediterraneo, redatto dall’associazione ambientalista  Mare Nonstrum, redige 5,3 infrazioni per ogni chilometro di costa, facendo balzare la regione Lazio al terzo posto in Italia nella classifica del mare illegale dopo Campania e Sicilia.

L’indagine di Goletta Verde, realizzata anche grazie al contributo del Coou, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati e con il sostegno dei partner tecnici Nau e Novamont, è stata illustrata a Ostia dalla responsabile di Goletta Verde Serena Carpentieri e dal presidente di Legambiente Lazio Roberto Scacchi: “La fotografia dei campionamenti effettuati sul litorale della provincia di Roma è senz’altro peggiore dell’estate 2015. Tre i punti che rientravano nei limiti nel 2015 sono risultati con cariche batteriche elevate: a Cerveteri presso la foce del fosso Zambra e a Ladispoli presso la foce del Rio Vaccina e quella del fiume Statua. Non sono meglio gli altri campionamenti che risultano ancora fortemente inquinati come lo scorso anno: a Fiumicino (alla foce del fiume Arrone a Fregene); a Roma – Ostia (alla foce del fiume Tevere e alla foce del canale al cancello n.1); a Pomezia – Torvajanica (alla foce del canale Crocetta, alla foce del canale Orfeo e alla foce del Rio Torto) e a Ardea (alla foce del fosso Grande)”.

1920 reati ai danni del mare laziale, il doppio rispetto all’anno scorso.

La situazione peggiore si rileva a causa delle infrazioni legate alla cementificazione, che sono cresciute di ben 3 volte rispetto agli anni precedenti: oggi sono 514 mentre erano 175 nel 2014, con 555 persone denunciate e 156 sequestri nell’ambito dell’abusivismo edilizio costiero. Le regole edilizie sono state ignorate in tutto il litorale, con distese di villini costruiti danneggiando fortemente il paesaggio.

Solo nel 60 per cento dei casi sono stati avvistati cartelli di divieto di balneazione obbligatori per legge e , oltre all’inquinamento batterico di cui sopra, la situazione è aggravata da una notevole presenza di rifiuti plastici e di rifiuti da mancata depurazione. La situazione dello scarso funzionamento di una corretta depurazione fa si che, ogni oggetto buttato nei water finisce sulle spiagge e quindi in mare. Parliamo in larga parte di assorbenti, blister e cotton fioc.

Goletta verde denuncia inoltre il consolidamento dell’inquinamento nella spiaggia Coccia di Morto a Fiumicino, “sede di accumulo dei rifiuti provenienti dal Tevere, è la spiaggia che registra il più alto numero di rifiuti a livello nazionale: oltre 5500 rifiuti in 100 metri. Dei rifiuti rinvenuti, il 67% è imputabile alla cattiva depurazione, con la presenza di ben 3716 cotton fioc in soli 100 metri di spiaggia“.

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