Home C'era una volta Ernest “Bass” Hill, dal palco alla rappresentanza sindacale

Ernest “Bass” Hill, dal palco alla rappresentanza sindacale

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Il 14 marzo 1900 nasce in Pennsylvania il contrabbassista (e suonatore di tuba) Ernest Hill, soprannominato “Bass”.

Un inizio precoce

Della sua infanzia si sa poco ma il suo inizio deve essere stato precoce, visto che le cronache lo raccontano in attività sin dai primi anni Venti. Di certo Bass Hill fa parte dell’orchestra di Claude Hopkins prima di venire in Europa nel 1925 per accompagnare Josephine Baker e la sua rivista. Tornato negli Stati Uniti suona ancora con Claude Hopkins tra il 1926 e il 1928 e successivamente fa parte delle orchestre di Le Roy Smith, Eugene Kennedy e dei Brownies di Bill Brown. Negli anni Trenta viene scritturato da alcune delle migliori orchestre del momento. Nel 1930, per esempio, suona con Chick Webb, nel 1931, 1933 e 1934 in varie occasioni si esibisce con Benny Carter, nel 1933 suona con Rex Stewart allo Empire Ballroom di New York e nel 1935 con Willie Bryant prima di tornare in Europa al seguito della formazione guidata da Bobby Martin.

Rappresentante sindacale

Nel decennio successivo suona a New York con Zutty Singleton. Nell’estate del 1943 è brevemente al fianco di Louis Armstrong e quindi ancora con Claude Hopkins fino al 1944. Suona per qualche mese con Cliff Jackson e dalla fine del 1945 va in tour con Herbie Kat Cowens. Dopo la seconda guerra mondiale torna in Europa per esibirsi al fianco di Bill Coleman in Svizzera e in Italia e con Big Boy Goudie in Germania. Nei primi anni Cinquanta viene scritturato da Happy Cauldwell. A partire dal 1954, pur senza smettere di suonare, privilegia il suolo di rappresentante sindacale della sua categoria visto che diventa delegato dell’ufficio di New York dell’American Federation Of Musicians. Muore a New York il 16 settembre 1964.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".