Home Eco Culture Granati: “Vivere in armonia con la natura”

Granati: “Vivere in armonia con la natura”

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Natura
L'addestratore e scrittore Giovanni Granati

Nella frenesia della nostra quotidianità, tendiamo spesso a dimenticare che esistono delle persone, dei momenti o delle cose a cui non diamo la giusta importanza e che, al contrario, possono ricordarci che esiste la possibilità di vivere meglio. Recuperare un corretto equilibrio tra persone e ambiente risulta, pertanto, di vitale importanza. Dailygreen ha intervistato l’addestratore di animali selvatici Giovanni Granati, autore, tra le altre, di un libro per bambini dedicato al rispetto dell’ambiente tramite la conoscenza degli aspetti più suggestivi della natura.

Ambiente e Natura in Giovanni Granati

Giovanni, benvenuto sulle pagine di Daily Green. Entriamo subito nel vivo parlando della tua attività: l’addestramento di animali selvatici. Hai iniziato nel 2002 con l’antica arte della falconeria e hai poi approfondito alternando teoria e pratica. Vuoi raccontarci di più?

Nel lontano 2002, grazie al consiglio di una mia amica psicologa e dopo aver passato un periodo veramente buio della mia vita caratterizzato da una profonda demotivazione, decisi di addestrare il mio primo rapace, una poiana di Harris di nome Nilak. Naturalmente, prima di approcciarmi a questa nobile arte, avevo deciso già da qualche anno di studiare alcuni libri che trattavano quest’argomento e di ascoltare le storie di altri noti falconieri sparsi in tutta europa. Nilak mi ha aperto la strada e da allora la mia fame di imparare ogni giorno cose nuove sulle specie selvatiche, sulla natura, sull’anima di madre terra, mi ha portato ad affrontare diverse arti che vedono l’affiancamento dell’uomo all’animale. Ad oggi la mia equipe è formata da circa 28 animali addestrati; ognuno ha una storia, un ricordo, un pezzo della mia anima e ognuno di loro, ogni giorno, ha la possibilità di esprimere tutto il suo libero potenziale.

Con il passare del tempo hai preso ad addestrare anche aquile e lupi cecoslovacchi, sbaglio?

Come ti dicevo, nella mia equipe ci sono attualmente lupi cecoslovacchi, cavalli, furetti e tantissime specie di rapaci diversi che cooperano tra di loro rispettandosi per la loro natura e i loro differenti istinti. Inoltre cerco di fondere musica e scrittura, due arti capaci di poter trasferire alle persone conoscenze importanti sul mondo naturale, un mondo che purtroppo ci risulta sempre più lontano e difficile da scoprire.

Hai realizzato anche un volume dal titolo emblematico: I nostri amici animali (Rupe Mutevole, 2012). Sfogliando le pagine del libro, sembra di intuire un proposito conoscitivo e pedagogico allo stesso tempo…

Il libro nasce proprio per dare ai bambini la possibilità di conoscere gli animali selvatici attraverso la favola, uno dei mezzi più potenti con cui possiamo trasferire informazioni importanti ai più piccoli; le stesse informazioni che gli serviranno per crescere cercando di rispettare gli animali e la natura che ci circonda. Tutto questo è possibile solo ed esclusivamente attraverso la conoscenza.

Ecco, una migliore conoscenza diretta della flora e della fauna mi sembra un punto dirimente se pensiamo allo stressante mondo contemporaneo in cui viviamo. Il rispetto della natura e degli animali sta passando in secondo piano e questo mi sembra un atteggiamento molto pericoloso. Forse non tutto il passato vien per nuocere, non credi?

Oggi l’uomo vive purtroppo in un mondo sempre più lontano dalla natura, un mondo che ci costringe a correre, a vivere all’interno di case o aziende, in territori urbani sempre circondati da cemento e veicoli di qualunque tipo.

Natura
La copertina di “I nostri amici animali”

Un mondo veloce basato sul consumismo, dove la gente vive ormai in maniera individualista, cercando di raggiungere obiettivi sempre più macro non rendendosi conto che la vera vita va vissuta cercando la sua essenza nelle piccole cose: una cena tra amici, una passeggiata in montagna, il sorriso della nostra compagna, il volo di un falco. In questo mondo si stanno addirittura formando delle correnti pseudo-animaliste create dalle stesse persone che vivono in ambiente urbano, le stesse che mettono il cappottino al cane toy o snaturalizzano il loro animale domestico a tal punto da rasentare il vero maltrattamento; correnti che allontanano ancora di più dalla cura e dal rispetto della natura. Un mio vecchio amico, mentore per quanto riguarda l’arte della falconeria. un giorno mi disse: “Il vero animalista è il pastore, chi meglio di lui conosce la natura? Vive 365 giorni l’anno con i suoi animali e da loro dipende la sua stessa vita. Conosce ogni comportamento del gregge e della natura che lo circonda!” Ecco, attraverso le mie arti io cerco di trasferire questa filosofia alle persone.

Sei molto attento anche ad altre arti oltre alla letteratura. La musica, in particolare, può diventare un mezzo con cui entrare in contatto con l’interiorità umana più profonda e questa “educazione” culturale, secondo te, può giocare un ruolo fondamentale per tornare a un corretto equilibrio tra uomo e ambiente?

La fusione delle mie cinque arti ha come obiettivo principale proprio questo. Voglio trasferire alle persone che ascoltano la mia musica, che leggono i miei libri, che vedono volare i miei falconi o che partecipano ai miei eventi, la mia filosofia di vita; una vita che mette uomo e animale sullo stesso piano, che vede la collaborazione di queste due figure e che quindi non può che non rispettare la natura stessa. Uno stile di vita che presta attenzione alle piccole cose perché è solo grazie a queste che possiamo incominciare a vivere veramente.

La foto di copertina è tratta dal sito paperblog.com

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