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Guido Caridei, ripensare al tema trivelle

Guido Caridei

Guido Caridei, 41 anni, vive a Napoli dove lavora nel settore dei rifiuti. Funzionario dell’Azienda Servizi Igiene Ambientale di Napoli, attualmente si occupa di legislazione ambientale. Lo sentiamo telefonicamente per riaprire un dibattito mai chiuso: le trivelle nel nostro mar mediterraneo.

Guido Caridei, ripensare al tema trivelle

Guido Caridei

Guido Caridei cura un suo blog dal titolo Partenope, XXI secolo, dove commenta e approfondisce le questioni ambientali con particolare attenzione al territorio napoletano.

La tua consapevolezza ambientale nasce dal tuo ruolo lavorativo?

Qual è stata la molla che ha portato alla realizzazione del tuo blog?

Perché secondo te sono poco noti all’opinione pubblica?

Condizionamento determinato da cosa?

È stato questo il motivo per cui gli italiani non sono andati a votare non consentendo il raggiungimento del quorum?

Tu sul territorio partenopeo cosa hai notato nelle persone: interesse o disinteresse verso la materia del referendum?

Sul tuo blog, per esempio, c’è stata interazione su questa tematica?

Tu personalmente cosa hai votato al referendum?

Perché questa normativa secondo te è distorta? Che vantaggi arrecherebbe alle compagnie petrolifere?

Ma fino ad esaurimento dei giacimenti, però.

E senza la verifica dell’impatto ambientale stai dicendo che non è possibile valutare la durata di questi giacimenti?

E queste ricerche secondo te sono state fatte?

Finora non ho poi ritrovato una definizione della “vita utile del giacimento” data ai fini di questa legge. Un suolo o uno strato di roccia conterranno sempre combustibile fossile in una certa percentuale. È un po’ come osservare la sabbia in spiaggia e chiedersi se sia completamente asciutta. C’è sempre un certo tenore di umidità. Che non è mai esattamente lo zero. Insomma, nei casi concreti bisognerà vedere come la norma, che è stata riscritta a dicembre scorso, verrà interpretata dai tecnici che dovranno applicarla e come si svilupperà la relativa giurisprudenza in questo ambito se ci saranno contenziosi.

La politica come si sta comportando, secondo te, in merito alla gestione di questa materia?

Infatti, ho con me il testo vigente prima delle modifiche ad esso apportate a dicembre dalla “Legge di Stabilità” sulla spinta di altri quesiti referendari. Questo testo era fortemente sbilanciato in favore delle fonti fossili di energia. Prevedeva che “le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi” – leggo – non solo “sono di pubblica utilità” (espressione questa rimasta), ma anche di “interesse strategico”, “urgenti” e “indifferibili”. Inoltre tutte le concessioni sulla terraferma, in mare al largo e sotto costa, risultavano prorogabili “per una o più volte,  per un periodo di 10 anni”, senza porre un limite a questo “più volte”. Quindi potenzialmente anche quelle in terraferma e al largo erano delle concessioni senza scadenza.

Ma sarà necessario un intervento normativo per stabilire delle limitazioni sulla durata?

E chi interverrà secondo te?

E sulla enorme contraddizione che si è creata rispetto ai principi stabiliti dalla Cop 21?

Tu con il tuo blog cosa stai tentando di fare? E quanto interesse sta raccogliendo questo sito?

Un buon risultato. Ma nel tuo orizzonte c’è solo l’ambiente?

 

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