Home C'era una volta I Public Image Limited, oltre il punk

I Public Image Limited, oltre il punk

SHARE

L’8 settembre 1978, preceduti da una furbissima campagna di anticipazioni e smentite i PIL (Public Image Limited) pubblicano il loro attesissimo singolo d’esordio Public Image. Chi sono i PIL? Sono la nuova creatura dell’ex cantante dei Sex Pistols Johnny Rotten dopo lo scioglimento della band e dopo una breve esperienza con l’ex Sham 69 Jimmy Pursey. Il singolo dovrebbe essere il suo primo vagito di questo neonato progetto.

Un progetto solido a dispetto delle apparenze

Il centro dell’attenzione dei media, oltre che degli orfani dei Sex Pistols è lui: Johnny il trasgressivo, l’incontenibile, il dissacratore, uno dei più appariscenti simboli del punk che per l’occasione sceglie di recuperare il suo vero nome, cioè Johnny Lydon. Al di là delle suggeastioni quello dei PIL è un progetto musicalmente solido e costruito per durare nel tempo. Oltre a Johnny la formazione comprende il batterista Jim Walker, il bassista Jah Wobble e una vecchia (si fa per dire) conoscenza degli appassionati del punk: il chitarrista Keith Levine già con i Flowers of Romance, la prima band di Sid Vicious, il più stralunato dei Pistols. L’uscita del singolo squarcia l’alone di astuto mistero che fino a quel momento ha circondato il progetto e, nelle intenzioni dei produttori dovrebbe anticipare, sia sul piano promozionale che su quello dell’impostazione musicale, i contenuti del primo album della band intitolato semplicemente Public Image Ltd.

Oltre i limiti del punk

Da tempo Rotten, o Lydon che dir si voglia, sostiene che il punk è morto e che occorre andare oltre perché è divenuto indispensabile superare un limite espressivo che, a suo dire, si è fatto noioso e mortifero. L’uscita del singolo chiude le discussioni. Il brano è una sorpresa e anche le prime anticipazioni degli altri brani destinati a completare l’album confermano la svolta. Caratterizzati da una musica ipnotica, lucida e tagliente come una lama, ma priva delle sbavature e delle ruvidezze del punk, segnano una netta rottura con il sound dei Sex Pistols, ma ne raccolgono l’eredità nell’aggressività dei testi di brani come Religion attack. Il problema casomai è nella fatica del gruppo a darsi un’identità. Troppo schiacciati dalla personalità del loro leader, nonostante la buona accoglienza del pubblico e una massiccia campagna mediatica a sostegno del progetto, i PIL faranno fatica ad assumere i contorni di una vera band. Fin dai primi mesi di vita daranno l’impressione di non essere destinati a durare nel tempo. Dopo il tour statunitense del 1980 decideranno di non suonare più dal vivo, mentre Jah Wobble se ne andrà. Il gruppo perderà via via tutti i pezzi lungo la strada e nel 1983, a cinque anni dalla sua prima uscita ufficiale sarà ormai ridotto al solo Johnny Lydon accompagnato, di volta in volta, da musicisti diversi.

 

Previous articleSprechi alimentari, nasce il Food Waste Model
Next articleDee Dee Sharp, la prima “teen idol” dalla pelle nera
Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".