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Il flipper arriva in Italia

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Il 26 novembre 1956 i flipper vengono installati per la prima volta nei bar italiani.

Giovani ipnotizzati

Nati negli Stati Uniti nel 1932 i “biliardini elettrici”, come vengono chiamati nel nostro paese, suscitano la preoccupazione dei soliti benpensanti che ne chiedono la messa al bando perché «creano una generazione di giovani ipnotizzati che guardano nel vuoto seguendo le acrobazie della pallina». Caduta nel vuoto l’idea di metterli al bando diventano uno dei simboli degli anni Sessanta e Settanta e regalano il nome anche alla band dei Flippers, nata dalla frantumazione di vari gruppi jazz romani. La formazione storica dei Flipper comprende il futuro giornalista Fabrizio Zampa alla batteria, il vibrafonista e organista Romolo Forlai, il bassista Stefano Torossi, il trombettista e futuro opinionista Massimo Catalano e il pianista Franco Bracardi, destinato ad assurgere a grande popolarità come “accompagnatore ufficiale” di Maurizio Costanzo.

Uno sconosciuto clarinettista

Scoperti da Vincenzo Micocci pubblicano nel 1959 il loro primo singolo Muskrat rumble cha, cha, cha. Successivamente aggiungono alla formazione anche uno sconosciuto clarinettista che risponde al nome di Lucio Dalla. I Flippers collaborano poi con Edoardo Vianello fornendo la base musicale a vari dischi di successo come Hully gully in dieci, Sul cucuzzolo, Il peperone e I Watussi. Dopo la partecipazione al Cantagiro del 1962 la loro attività si riduce fino al definitivo scioglimento.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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