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Ispa, fotografia e sostenibilità: i vincitori della terza edizione

ISPA fotografia e sostenibilità

Sono Valeria Scrilatti, Elisabetta Zavoli e Tomaso Clavarino i vincitori della terza edizione dell’Italian Sustainability Photo Award (ISPA), ideato da Parallelozero e realizzato in collaborazione con PIMCO.

Scrilatti ha vinto per la Miglior foto singola (premio 1.500 euro) che, si legge nella motivazione, “ritrae l’iconica figura di un barbagianni, specie protetta in via d’estinzione, simbolo della delicatezza dell’ecosistema, e messo in pericolo da cambiamenti climatici, inquinamento, agricoltura intensiva, erosione dei suoli e desertificazione”. La foto del rapace in cura – scattata nel Centro Recupero Fauna Selvatica LIPU di Roma – punta i riflettori sulla tutela della biodiversità nel nostro Paese, che ospita circa un terzo della fauna presente in Europa, con oltre 60.000 specie. Ogni anno nel centro di Roma la LIPU cura oltre 500 tra falchi, gufi, rondini, volpi, pipistrelli e altri animali, avendo come obiettivo principale la conservazione della natura.

Nella categoria Storia fotografica, il progetto di Elisabetta Zavoli, “Antichi mestieri e nuove generazioni: il futuro della pesca è sostenibile” risulta vincitore in quanto “indaga il problema dei rifiuti presenti nel mare, mostrando una soluzione possibile tramite l’appassionante storia di Tomas Parenti. Parenti con i suoi 25 anni, è il più giovane capitano di peschereccio della flotta di Rimini, e ha progettato e sperimentato una rete da pesca più efficiente e sostenibile in grado di raccogliere anche i rifiuti. Se attuata a livello nazionale, questa soluzione potrebbe contribuire alla pulizia del mare, a salvare le risorse marine e a rendere la pesca più sostenibile”.

Tomaso Clavarino e’ il vincitore del grant per lo sviluppo di un progetto fotografico con “Have you ever heard the sound of falling rocks?”. “Un viaggio di sei mesi lungo l’arco alpino – spiega la motivazione – dove le temperature sono aumentante negli ultimi anni di 2 gradi Celsius, per analizzare un fenomeno di grande rilevanza, ma di cui si parla pochissimo: il degrado del permafrost, la parte superficiale della crosta terrestre più a contatto con tutti i fenomeni che si verificano nell’atmosfera; il suo degrado, dovuto allo scioglimento del ghiaccio in esso contenuto, è fonte di instabilità dei versanti e di modificazioni del circuito idrogeologico, con gravi ripercussioni sul territorio. Il ghiaccio all’interno delle fessure rocciose agisce come cemento, tenendo insieme parti della montagna, ma con l’aumento della temperatura e del livello di congelamento, la stabilità diminuisce con un potenziale aumento di frane e crolli, eventi che si registrano sempre più in tutte le Alpi. Gli effetti di questi cambiamenti ed eventi non si riflettono solo sull’ambiente, ma anche sulle comunità alpine che da secoli vivono in un delicato equilibrio in questo fragile ecosistema”.

“Raccontare per immagini la sostenibilità in Italia è stata un’idea coraggiosa e innovativa per Pimco quanto per Parallelozero”, ha dichiarato Tiziana Ferrario, presidente della giuria. “Eppure, a distanza di tre anni e tre edizioni del concorso, possiamo dire che questa grande sfida sia stata vinta:i fotografi che hanno partecipato in numero sempre crescente al concorso hanno raccontato un Paese inaspettato, attento alla ricerca e all’innovazione in settori strategici come l’agricoltura, il mare, la montagna, in armonia con le comunità nelle quali i progetti mostrati sono inseriti. Abbiamo chiesto di documentare storie positive in un’Italia che sta cambiando – ha proseguito Ferrario – non solo la denuncia dei tanti problemi con i quali ci scontriamo quotidianamente, ma anche le soluzioni scelte per risolverli, e sono arrivate moltissime immagini in linea con lo spirito del premio che ha l’obiettivo di mostrare un’Italia che guarda avanti con resilienza, creatività e competenza”.
E’ stato inoltre assegnato il ruolo di Ambassador Lowepro alla fotografa Paola Lai, per il suo lavoro “Mar Mediterraneo: L’odissea delle tartarughe marine”, un progetto che ha seguito i biologi marini  che lavorano in Sardegna al CReS – Centro di Recupero del Sinis. Nikon, invece, ha assegnato il premio speciale Nikon – Capture Tomorrow alla storia fotografica di Elisabetta Zavoli, “Crime School”: progetto sul tema del recupero sociale nel contesto carcerario, che secondo la giuria si coniuga pienamente con il concetto di “catturare il domani”.

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