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Italia verso nuove sanzioni per gestioni rifiuti

Doppia tegola dall’Unione europea sull’Italia per i rifiuti della Campania. Una situazione, che secondo Bruxelles, dal 2007 ad oggi, continua a non vedere misure sufficienti e risolutive.

Da un lato la Corte di giustizia oggi ha respinto il ricorso con cui il Belpaese chiedeva lo sblocco di 46,6 milioni di euro di fondi Fesr, destinati al piano di smaltimento dell’immondizia.

Dall’altro, più di una fonte autorevole a Bruxelles segnala l'”alto rischio” di un secondo deferimento di Roma davanti alla Corte Ue. Misura che potrebbe scattare già a maggio o giugno, con l’applicazione di una multa retroattiva e una penale quotidiana, fino a quando la Campania sarà in regola.

Intervenuto nei giorni scorsi sul rischio della possibilità di questo secondo deferimento, il ministro all’Ambiente Corrado Clini si era detto fiducioso di poter “convincere” Bruxelles “che Napoli ha preso la strada giusta” e che ora è necessario “continuare a lavorare” sul solco individuato. L’assessore regionale Giovanni Romano evidenzia intanto come entro il prossimo 15 maggio “la Campania presenterà un nuovo rapporto col piano di lavoro impostato ed un programma di gestione efficiente”, ricordando come la commissione petizioni dell’ europarlamento (che tuttavia non ha poteri decisionali sulle procedure di infrazione) abbia espresso apprezzamento per il lavoro svolto.

Nella capitale belga circola invece la valutazione che l’Italia sia sull’orlo di una nuova azione sanzionatoria dalle conseguenze finanziarie “disastrose”. Questo dopo “un anno di colloqui tra Ue e autorità italiane”, con una forte mediazione del ministro Clini, a fronte delle quali comunque la Commissione giudica “insufficienti le misure adottate” fino ad oggi. In particolare si criticano il cronoprogramma “non abbastanza credibile” e “una gestione dei rifiuti” non all’altezza.

D’altra parte oggi Lussemburgo si è pronunciato in modo negativo sullo sblocco dei finanziamenti. “Un atto dovuto” secondo l’assessore regionale campano, ma che non sposta nulla dal punto di vista operativo. “Nessuna sorpresa” nemmeno per il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che afferma: “si tratta di una procedura aperta per fatti avvenuti nel 2006”.

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